Mica facile rialzarsi dopo una botta come questa. La sconfitta con il Frosinone – la terza in casa in questo campionato è un boccone indigesto per la Samp che da questa partita sperava di ricevere la spinta giusta per tenere vivo il sogno europeo e dimenticare la batosta contro il Napoli. E invece è arrivata un’altra battuta d’arresto tanto inattesa, quanto dolorosa. Che rischia di vanificare quanto di buono fatto finora dalla formazione blucerchiata. Un pericolo che Marco Giampaolo vuole evitare a tutti i costi: «Questa caduta rompe qualche coccio e ora bisogna rimetterlo a posto – il monito lanciato dal tecnico abruzzese . La delusione è figlia di quanto la squadra ha saputo crearsi fino ad ora. Questo è il primo vero incidente di percorso, bisogna reagire nonostante la forte delusione. Se perdi in casa con il Frosinone e poi hai una gara impegnativa come quella di Milano contro l’Inter, sei messo alla prova. Ho sempre detto che in campo non scende la classifica, questa è una partita che tutti davano per scontata, ma di scontato non c’è nulla. La delusione è grossa perché va oltre la sconfitta stessa e va a minare quella continuità che la squadra ha saputo crearsi. Dobbiamo essere bravi a guardare avanti nonostante la delusione. Bisogna rialzarsi subito».
POCA QUALITA’ Alla Samp sono venuti a mancare gli uomini più attesi. Fabio Quagliarella in primis, ma anche tutti i giocatori dai quali ci si aspetta un guizzo o una giocata di classe: Gabbiadini, Saponara, Ramirez e Defrel. Senza qualità non si vincono le partite.Giampaolo è il primo a riconoscerlo: «La squadra ha giocato in maniera seria, non è stata superficiale. Forse siamo stati qualitativamente al di sotto delle nostre possibilità, non siamo riusciti a trovare la chiave di questa partita, i nostri giocatori di maggior qualità non hanno maitrovato il guizzo – l’analisi del tecnico Quando il Frosinone è andato in vantaggio si è difeso ad oltranza con grande dignità e spirito di mutuo soccorso e noi, per scardinare quella situazione, avremmo avuto bisogno del guizzo o di un’intuizione. Lì probabilmente siamo venuti meno. Non siamo stati lucidi e precisi, abbiamo provato a cambiare giocatori e sistema, ma non è bastato. Alla fine abbiamo fatto anche un po’ di confusione perché è stata una reazione di adrenalina e di nervosismo».
Fonte: La Gazzetta dello Sport
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