Fabio Quagliarella è nella storia. La Samp sogna l’Europa, magari anche quella dei «ricchi». L’Udinese, invece, prende quattro di quelle sberle che non possono non far scattare l’allarme rosso in prospettiva salvezza. Minuto 40’ del secondo tempo: Giampaolo «chiama» la standing ovation per Fabio da Castellammare di Stabia: doppietta (su rigore), undici gare consecutive in gol (14 centri), come Gabriel Omar Batistuta nel 1994-95 (13 gol). E sabato prossimo c’è Napoli-Samp: caccia al record assoluto nel «suo» San Paolo, con 36 primavere sulle spalle (il 31 gennaio compie gli anni).
QUELLA MAGLIA… Trionfa Fabio, e lo fa anche davanti a Roberto Mancini, ieri in tribuna al Ferraris. E allora facciamo nostre le parole che il c.t. azzurro ha pronunciato a inizio anno: «A marzo iniziano le qualificazioni europee, se sono in difficoltà e continua a segnare uno o due gol a partita come adesso, lo convoco di corsa…». Sì, Mancio: l’Italia del calcio ha bisogno ora di un Quagliarella così. Mettiamo in tasca il pass europeo, e da qui a giugno 2020 speriamo che i vari Kean, Cutrone e Belotti facciano il definitivo salto di qualità, anche per non dover più dipendere dalle «lune» di Balotelli. Intanto, la Sampdoria porta a casa la prima vittoria del 2019. Un inizio bloccato, quasi un pizzico di ansia nel cercare di mandare il prima possibile in gol Quagliarella. Gara equilibrata ma inguardabile per circa mezz’ora, zero tiri in porta da entrambe le parti, poi però Behrami protegge male una palla nella sua area, e quando decide di rinviare trova invece le gambe di Defrel: rigore. Quagliarella trasforma e con lui si sblocca l’intera Samp. Da quel momento in poi non c’è più partita. Ci riprova subito Fabio: risponde Musso. E nella ripresa ecco il secondo rigore, poi la splendida azione Quagliarella-Saponara-Linetty per il 3-0, quindi la firma finale di Gabbiadini (assist di Quagliarella!): 4-0 e viene giù Marassi. Brilla pure la stella di Saponara, ieri titolare al posto dello squalificato Ramirez. Giampaolo dietro alle punte ha un’alternativa di lusso, mentre in attacco (perso Caprari) ha ormai terminato il suo rodaggio Gabbiadini. Insomma, c’è qualità sufficiente per arrivare in fondo con il gusto ritmo europeo.
UDINE TREMA Il giusto ritmo lo deve invece trovare alla svelta l’Udinese, ieri sparita dalla gara dopo l’1-0, imprigionata in un poco produttivo 3-5-2. Sono una miseria 18 punti in 21 giornate. A Marassi è arrivata una prestazione sconfortante, sia dal punto di vista del gioco sia sotto il profilo del carattere. La banda Nicola è in piene sabbie mobili e il calendario nelle prossime due gare propone Fiorentina in casa e Torino in trasferta: situazione davvero complicata. Quanto servirebbero gli infortunati cronici Barak, Samir e Badu…
Fonte: La Gazzetta dello Sport
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