«Orologio svizzero». Titolo conferito da Marco Giampaolo in persona. Perché lui è puntuale con il gol, puntualissimo. E con alcune squadre è proprio «ineluttabile». Fabio Quagliarella non ha sfumature, se si tratta dell’Atalanta, netto e preciso come una sentenza passata in giudicato: con qualunque maglia addosso, e soprattutto con quella della Sampdoria, i suoi colori risplendono e accecano ogni volta i nerazzurri. Nella sua carriera l’attaccante blucerchiato ha realizzato in Serie A ben 10 gol in 20 gare contro i bergamaschi spingendo più in là i sogni non solo blucerchiati, ma anche quelli dell’Udinese, del Napoli e del Torino, le sue ex squadre. Mandando sempre e comunque in tilt due generazioni di difensori della Dea. Stavolta toccherà ad una difesa più che collaudata, e cioè quella del Gasp, cercare di limitare la «bestia nera» dell’Atalanta riportandolo a più miti consigli.
AHI, CONTE… Fin dal primo acuto, risalente al 22 ottobre 2006, la palla era rimbalzata per qualche attimo sugli spigoli del tappeto verde per poi rotolare giù. Il «Quaglia» vestiva già la maglia della Samp e quel giorno ne fece addirittura due ai nerazzurri: quello del 20 rimane un gioiello indimenticabile, un pallonetto in corsa su assist di Franceschini che ricorda un po’ l’ultimo capolavoro coast to coast di Zapata contro l’Udinese: una perla tira l’altra… Dieci anni dopo, il 28 agosto 2016, l’ultimo colpo di stecca vincente del capitano blucerchiato e l’ultima partita di biliardo completata: con gli stessi colori addosso e con la stessa squadra, l’Atalanta, mandata in buca. In mezzo altre 7 prodezze personali, tra le quali spicca probabilmente quella più dirompente per le sorti altrui: il 6 gennaio 2010, a Bergamo, il gol a domicilio dell’allora attaccante del Napoli (bissato dalla rete di Pazienza) sfociò addirittura nell’esonero di Antonio Conte, tecnico di quell’Atalanta retrocessa poi in SerieB.
L’ANTIDOTO Per evitare che ancora una volta Quagliarella iasci alle sue spalle rabbia e disperazione a Bergamo, Caldara e Masiello sono pronto a tenersi idealmente per mano per costruire la «gabbia» per l’attaccante. Non solo. Il progetto dei difensori si allarga e diventa una doppia sfida: difendere ma anche vincere, se possibile, il confronto con Fabio in area di rigore da attaccanti aggiunti. Perché la retroguardia dell’Atalanta ci ha preso gusto. E sa colpire quando conta. Recuperato ormai il pilastro Toloi, reduce da infortunio (Palomino e Mancini le alternative di spessore per Gasp), l’Atalanta prepara l’antidoto al centravanti e alla Samp con i suoi retrorazzi: Caldara con 3 reti in campionato, Masiello con 2 (più una in Europa League), lo stesso Toloi con un acuto in Coppa Italia e uno in Europa League e pure Palomino e Mancini con un gol a testa in Serie A. Un nuovo orizzonte che si allarga grazie proprio al pacchetto arretrato, fin dalla scorsa stagione arma in più di Gasperini (non a caso nella precedente annata è stata la squadra che ha tenuto per più partite la porta inviolata dopo la Juventus).
QUESTIONE PERSONALE E allora sarà una sfida nella sfida: quando vede i nerazzurri, Quagliarella si scatena. A 35 anni, e non li dimostra affatto, l’attaccante a quota 17 nella classifica marcatori sfida il tempo semplicemente non curandosene. L’Atalanta dei miracoli contro l’«orologio svizzero» di Giampaolo: sul quadrante della A scatta l’ora delle emozioni, il treno per l’Europa non aspetta.
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