E come l’anno scorso e come l’anno prima…
Siamo giunti alla quinta giornata del
nostro campionato oppure siamo ancora alle 38esima della scorsa stagione? Questo interrogativo deriva dal fatto che ormai il copione sembra chiaro, ma non perché ci sia qualcosa già di scritto dopo appena un mese, ma bensì perché quanto sta avvenendo, almeno in testa, ricalca fedelmente le ultime due stagioni; Juventus che domina e detta il passo grazie ai suoi campioni e Napoli che cerca di restare attaccato sfruttando il gioco e l’imprevedibilità dei piccoletti la davanti.
Vittorie in trasferta per le due prime della classe, i bianconeri piegano la resistenza di uno stoico Frosinone grazie al terzo sigillo in campionato di Ronaldo e al secondo di Bernardeschi, ciociari che combattono per 80 minuti per ottenere almeno un punto ma poi devono arrendersi.
Azzurri invece impegnati a Torino che già dopo pochi minuti sembra domato dai toreri d’occasione, Insigne e Verdi (finalmente calatosi nel ruolo) inutile il rigore di Belotti che per alcuni minuti sembra riaprire il match prima del sigillo definitivo ancora dello scugnizzo numero 24. Vittoria del gioco e della semplicità, infatti dopo le insicurezze, Ancelotti da buon allievo di Sacchi si rifugia in un classico 442 dando spazio all’estro dell’ attacco leggero a discapito di Milik.
Come detto in principio la falsariga è quella che ben conosciamo dallo scorso campionato, partenopei che devono sempre viaggiare a mille per contrastare la rosa bianconera, ma anche la loro forza mentale e fisica che gli permette di macinare vittorie in serate poco brillanti come quella appena trascorsa. Caratteristiche di Juve e Napoli introvabili in tutte le altre squadre.
Infatti parlando di gioco si potrebbe apprezzare talvolta quello del Milan di Gattuso ed Higuain ma che non dura mai lo spazio di 90 minuti e per di più perde certezze e sicurezze e soprattutto punti, questa volta a favore dell’Atalanta che strappa nel recupero un 2-2 insperato ma tutto sommato meritato. Rossoneri al piccolo trotto con 5 punti (e una partita in meno) e bergamaschi a pari punti.
Proprio per antitesi ai cugini, l’Inter non si può dire di certo che brilli nel gioco ma complice gli ultimi pazzi minuti di Champions trova energie fisiche e mentali per un altro successo in extremis 0-1 a Marassi contro la Samp. Partita caratterizzata da ben 3 urli strozzati in gola dal var (giustamente) prima del sigillo finale di Brozovic, che consente la vittoria e l’aggancio in classifica a 7 punti proprio con i blucerchiati. I quali per stessa ammissione del tecnico Giampaolo non sono strutturati per offrire lo stesso livello di calcio in turni di campionato così ravvicinati.
Detto delle milanesi in contrapposizione tra forza di gioco e forza mentale, che dire della Roma? Beh in questo momento la semifinalista di Champions della scorsa stagione sembra una squadra senza arte né parte, gioco sterile e inconcludente e forza mentale nulla, caratteristiche negative tutte messe in mostra nel tonfo di Bologna. Felsinei che ne approfittano grazie a Mattiello e Santander per ottenere primi gol e prima vittoria in campionato. Giallorossi fermi a 5 punti ma se possibile ancor più in crisi visto anche l’attuazione del classico ritiro spirituale-punitivo in quel di Trigoria.
E quindi chi sta prendendo il posto di queste grandi ancora in crisi d’identità?
Fiorentina, Sassuolo e Lazio, tre squadre che a proposito di identità ne hanno una chiara ben definita che le porta a scalare le vette della classifica. I Viola approfittando anche del recupero infrasettimanale con la Samp e la vittoria per 3-0 in casa contro la Spal si piazzano in terza posizione con 10 punti, fatti di gioco velocità e freschezza dei suoi interpreti più giovani.
A pari punti troviamo il Sassuolo, altra filosofia accomunabile a quella toscana ma ancor di più esasperata sul concetto di gioco da parte di mister De Zerbi, a farne le spese con un sonoro 3-1 l’Empoli (4 punti).
A proposito di risultati sonori, ritrova la sua verve offensiva la Lazio che si libera del Genoa per 4-1; biancocelesti che, superato l’inizio shock contro Napoli e Juve, non hanno più sbagliato un colpo e raggiungono la Spal a 9 punti; chi invece continua a far cilecca è il Genoa (6 punti) formato trasferta con 9 gol sul groppone.
Per la serie viva il calcio di provincia da notare i successi di Udinese e Parma che sembrano voler, in questo inizio di stagione, rimembrare i loro campionati dei primi anni duemila.
Friulani guidati dallo sconosciuto Velasquez vittoriosi sull’ibernato Chievo (fermo a -1) portandosi così a 8 punti, emiliani invece che grazie a Gervinho formato Tomba si sbarazzano al tardini del Cagliari. Padroni di casa che raccolgono così il 7° punto in campionato superando proprio i sardi fermi a 5.
Ora non c’è una attimo di tregua ci troviamo già pronti per Inter-Fiorentina e alla tre giorni del primo turno infrasettimanale del campionato, vedremo se quanto visto finora si confermerà oppure assisteremo a cambi di rotta sperati o inversioni indesiderate.
Davide Tranchida
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