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Il punto sulla 34a giornata di Serie A

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Il campionato è una questione di testa, possiamo riassumere con questa frase la situazione in serie A dopo la 34esima giornata. Considerazione banale? Troppo riduttiva? Forse, ma sfido chiunque a negare che proprio grazie ad un colpo di testa il Napoli riapre il campionato e rischia di far perdere la testa appunto in tutti i sensi alla Juve, fattore psicologico determinante anche in tutta una serie di accadimenti che si sono verificati nell’ultimo turno, un ulteriore esempio? La vittoria del Benevento (che di lì a poche ore avrebbe dato l’arrivederci alla massima serie) sul disgraziato Milan dì primavera.

Colpi di testa al colpo di coda del campionato quindi; situazione mai verificatasi in questi 6 anni di egemonia Juve, è dalla stagione 2011/2012 che non si vive con così tanta apprensione, fino alle ultime giornate, la lotta scudetto.
Tutto questo merito del tanto atteso scontro diretto del 22 aprile, in questi mesi abbiamo provato a convincervi che questo sarebbe stato l’episodio decisivo, e non avevamo torto.

Il terreno era stato preparato ad hoc: Juventus a più 4 e pronta in caso di vittoria a piazzare la classica mannaia sulle speranze di titolo altrui, Napoli che invece avrebbe potuto (e lo ha fatto) accorciare le distanze ad una sola lunghezza. Il verdetto è stato benevolo verso la squadra che fin dal primo minuto è scesa in campo con attenzione, organizzazione, voglia di vincere e che grazie al colpo di uno dei suoi uomini migliori porta a casa la posta in palio. Chi volesse scoprire soltanto ora il risultato e avesse appena letto la mia descrizione del match, direbbe senza alcun dubbio che, è la tipica vittoria della squadra di Allegri, ed invece a portarla a casa è stato Sarri che pur non rinunciando al suo credo calcistico ha schierato una formazione ormai matura e consapevole che era giunto il momento di strappare bottino pieno all’Allianz Stadium dopo 6 ko consecutivi. Partenopei che ora sulle ali dell’entusiasmo affronteranno questo finale di campionato pronti a regalare un sogno ad una città intera, Bianconeri dal canto loro che sembra stiano pagando (con effetto ritardato) le scorie, soprattutto del dopo-partita, di Madrid.
Un ruolo cruciale lo giocherà il calendario che tra sabato e domenica prossimi ci regalerà Inter-Juventus e Fiorentina-Napoli.

Nerazzurri che quindi possono ritrovarsi arbitri inattesi della lotta scudetto, finora nei 3 scontri diretti precedenti con le due contendenti ben tre 0-0; questo farà sicuramente preoccupare Allegri, ma dal canto suo Spalletti sa che per la propria corsa Champions un pareggio potrebbe non bastare o addirittura essere fatale. Tutto questo perché anche sconfiggendo 2-1 a Verona il Chievo (sempre in rete Icardi e Perisic) i nerazzurri si ritrovano sempre quinti in classifica con 66 punti a -1 dalla coppia romana per ora classificata direttamente ai gironi di Champions.

Roma e Lazio che a cavallo del weekend si sono rese protagoniste di due ottimi risultati. I primi hanno sconfitto a Ferrara la Spal per 3-0 portandosi a casa 3 punti fondamentali visto anche il ravvicinato impegno di Coppa con il Liverpool. Biancocelesti che invece con 2 gol per tempo approfittano dell’ennesimo crollo della Sampdoria dell ultimo periodo. Ennesimo scivolone che fa scemare le speranze di Europa League per gli uomini dì Giampaolo che deve far fronte ad una difesa che incassa troppi gol e a questo non può sempre sopperire la vena realizzativa di Quagliarella&co.

Borsino dell’Europa League che, quindi, in questo turno vede salire le quotazioni dell‘Atalanta e scendere quelle di Milan e Fiorentina oltre alla già citata Samp. Bergamaschi che salgono al sesto posto (ultimo a disposizione per raggiungere direttamente i gironi) grazie al successo per 2-1 contro il Torino e al contemporaneo tonfo del Milan in casa con il Benevento. Uomini di Gattuso in profonda crisi tecnica (soprattutto nel reparto avanzato) ma anche fisica e psicologica. Una brutta situazione da qualunque parte la si analizzi. Occorre rimettersi subito in careggiata perché il finale di stagione regala ancora chance. Idem dicasi per la Fiorentina che ferma a 51 punti (gli stessi della Sampdoria) vede arrestarsi per la seconda volta consecutiva la propria rimonta. A Reggio Emilia hanno la meglio i padroni di casa grazie a Politano.

Spostiamoci dunque nelle zone più basse della classifica, dove la lotta è altrettanto serrata. Grazie a questa vittoria il Sassuolo tira un bel sospiro di sollievo e tocca quota 37 punti, ma guai a rilassarsi perché i punti in palio sono ancora 12 e la matematica non condanna ancora chi è dietro. Con la politica dei piccoli passi, cerca di salvarsi il Cagliari che non va oltre lo 0-0 casalingo con il Bologna (39 punti), politica che però in questo turno sembra non pagare, soprattutto a causa del successo esterno del Crotone ad Udine che in un colpo solo inguaia l’Udinese stessa (33) il Cagliari appunto,ma anche il Chievo raggiunto a 31 punti e la Spal virtualmente retrocessa con 29 punti.

Ma chi ha pagato più di tutti questo risultato è stato Massimo Oddo che all’undicesima sconfitta consecutiva è stato allontanato in favore di Igor Tudor, il quale avrà il compito in poco meno di un mese di tirar fuori dalle sabbie mobili i friulani. Chi sta peggio è il Verona (25 punti), che lascia ulteriori speranze di salvezza sul campo del Genoa (41 punti) vedendosi sconfitto per 3-1.

Chiosa finale interamente dedicata al Benevento, il quale come detto in precedenza retrocede matematicamente in serie B. Lo fa nella giornata in cui raggiunge il risultato storicamente più importante; vero il Milan sta affrontando una fase di profonda ricostruzione, ma sugli almanacchi i nomi degli avversari e degli stadi nella quale si affrontano restano, e per nessun motivo un tifoso del Benevento potrà veder sminuito questo successo. Gli auguriamo una rapida risalita per poterlo riammirare ancora.

Davide Tranchida

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Corrado Franco

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