Il Derby del pullman e la caravella smarrita

Il Derby del pullman e la caravella smarrita

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Il Derby della Lanterna numero 116 è ormai agli archivi. Uno 0-0 che serve a poco alla Samp in ottica Europa League dato che la Fiorentina e il Milan sono adesso avanti di 2 e 4 punti, ma che ha dato comunque delle indicazioni che vogliamo analizzare.

Innanzitutto la stagione della Samp non è finita qua! Si sono eguagliati i punti della scorsa annata, la prima di Giampaolo, con 7 giornate di anticipo e già questo è un risultato. Come detto poi la Samp resta in corsa per il sesto e settimo posto e nelle ultime giornate dovrà fare almeno 12-13 punti per ambire al traguardo europeo anche attraverso i preliminari.

Il derby ha detto che la Samp ha ritrovato solidità in difesa, fondamentale per avere possibilità europee, mentre in attacco è mancato l’ultimo passaggio, la stoccata risolutiva. Le occasioni sabato sera ci sono state, non tantissime ma Perin è stato sempre attento almeno con 3 parate importanti. Certo non è stato assolutamente facile affrontare un avversario che per 90 minuti ha pensato solo e soltanto a difendersi piazzando un pullman davanti alla propria porta in segno di inferiorità. Sì, perché giocando in questo modo, anzi non giocando, il fenomeno Ballardini ha implicitamente ammesso che con questa Samp era impossibile vincere e quindi allora meglio non prenderle ancora una volta ed entrare nella storia, quella vera, con il 4° derby di fila perso. Così gli avversari non hanno fatto altro che erigere un muro davanti a Perin e randellare il più possibile, ne paga le conseguenze Murru, in perfetto “stile” (?) bibino. Unico schema il lancio lungo per l’inoffensivo Lapadula che senza rigori sarebbe un attaccante da Serie B. Poi il cambio Cofie per Pandev è stata l’apoteosi del catenaccio. Ma d’altronde quando non si segna un goal da 2 ANNI in un derby e se ne vince 1 in 5 ANNI cosa ci potevamo aspettare?

Fanno sorridere poi le recriminazioni per i due fuorigioco netti che il maestro Ballardini considera come occasioni da goal, una novità assoluta il vantarsi di aver creato due azioni in fuorigioco! Che dire chapeau! Se ci fosse da recriminare dovrebbe farlo invece la Samp per il possibile rigore per la cintura di Rigoni su Praet, uno dei migliori in campo.

Come detto la Samp ci ha provato, con Zapata, con Quagliarella anche se non al massimo della condizione, con Caprari che da trequartista sembra più a suo agio ma non c’è stato niente da fare. Per assistere a una bella partita ci vogliono due squadre che vogliono superarsi ma così non è stato e dopo 10 anni abbiamo visto un derby a reti bianche. Comunque, come dichiarato da Giampaolo, imbattutto in 4 derby su 4, Genova rimane blucerchiata.

Pareggio sul campo, ma vittoria sugli spalti dove ancora una volta non c’è stata storia. Da un lato una coreografia suggestiva in casa Samp sia all’inizio che all’intervallo (tanto che qualcuno dalla sponda opposta ha preferito fotografarla), sempre così orgogliosi dei propri simboli e colori, dall’altro lato invece solita autocelebrazione, stavolta in latino dopo averci provato con l’inglese e con il misto genovese-francese, per i dirimpettai che stavolta si sono appropriati, come loro usanza, della nascita della Repubblica genovese, inserendo però solo due caravelle come simboli, non tre, l’altra infatti era una caracca, ma ci dispiace che non sia stata considerata per essere rappresentata, che peccato questa discriminazione… Colombo si starà rivoltando nella tomba. Ci chiediamo così che fine abbia fatto la caravella dimenticata o forse lo sappiamo… sarà parcheggiata da qualche parte insieme al pullman affittato dal simpatico Ballardini che, dulcis in fundo, per arruffianarsi un altro po’ il “bobolo” ha preferito non sedersi sulla poltrona blucerchiata in sala stampa. Prendiamola a ridere… (come abbiamo fatto scrivendo con leggerezza questo pezzo, concedetecelo) possiamo bene immaginare perché non si sia voluto sedere, infatti stare a 13 punti sotto dà evidenti fastidi…

Forza Samp. Non molliamo ragazzi. Tutti a Torino per inseguire l’Europa.

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