Quella di Bergamo per certi versi potrebbe essere ricordata come la vittoria più importante della stagione per una serie di motivi. La Samp andava ad affrontare l’Atalanta nel peggior momento del campionato, senza titolari fondamentali e con gli sfavori del pronostico visto il momento opposto alla squadra orobica. In più non è da nascondere un certo malcontento della tifoseria proprio dovuto agli ultimi risultati che stavano vanificando il bel campionato disputato finora.
Si sprecavano, sia tra alcuni addetti ai lavori che tra i tifosi, previsioni funeree per la partita di ieri, quasi come a considerare una situazione nella quale il Doria oltre certi traguardi non potesse competere per scelta o per incapacità, o addirittura chi guardava al derby come una partita che valesse di più. Non parliamo poi degli elogi all’allenatore avversario oppure al “Modello Atalanta”. Quasi come se noi avessimo qualcosa da invidiare agli orobici. Ma questo non ci sorprende. Sono le stesse considerazioni fatte con Sassuolo e Udinese in passato. Preferiamo guardare in casa nostra e ci teniamo Giampaolo e questa Samp.
Per fortuna la squadra si è ricompattata sotto la guida del mister e a Bergamo ha dato prova che chi ha riposto fiducia in questi calciatori ha ancora una volta avuto ragione! Come ha detto Giampaolo, la Sampdoria era ferita ma non morta! È risorta come l’araba fenice dalle sue ceneri ed è risorta proprio dopo Pasqua, quasi un segno del destino. È proprio vero: è finita si dice alla fine.
Quella di Bergamo, migliore in campo un elegante Praet, è stata la vittoria di Giampaolo, di Andersen, di Murru, di Capezzi, di Ramirez, di Caprari e Zapata. Di giocatori che inizialmente erano riserve, i primi 3 ma che hanno dimostrato che ci sono e di altri giocatori che erano finiti un po’ nel limbo. Ieri Ramirez è stato a tratti imprendibile. Caprari ha finalmente mostrato freddezza sotto porta arrivando al 5° goal in campionato, con maggiore sicurezza sarebbe già in doppia cifra. Zapata invece è giunto a quota 10. Doppia cifra significativa. Certo non è il giocatore devastante visto fino a novembre e a sprazzi dopo, ma intanto ha messo la firma in 3 delle ultime 5 vittorie della Samp contro Roma, Udinese e Atalanta. Cinque come le vittorie del 2018 blucerchiato. Quest’ultima vitale perché permette al Doria di tornare al settimo posto insieme a Fiorentina e appunto Atalanta ma col vantaggio di aver fatto 12 punti negli scontri diretti.
Una vittoria dunque che vale doppio sia per la classifica che per il morale proprio nella settimana del derby e nel momento giusto per reagire. Ora però bisogna dare seguito e dare tutto sabato perché non è più il momento di sbagliare. Nella ultime 8 partite OGNI dettaglio sarà fondamentale. La Samp avrà 4 partite in casa (derby, Bologna, Cagliari e Napoli) e 4 fuori (Juve, Lazio, Sassuolo e Spal), tutte squadre che si giocano qualcosa eccetto il Bologna.
Non bisogna lasciare nulla di intentato. A 8 giornate dalla fine con una qualificazione europea che è tornata nelle nostre mani sarebbe assurdo non crederci e allora: avanti tutta ragazzi. Regalateci e regalatevi un sogno! A partite da sabato con il quarto derby consecutivo da vincere!
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