Domenica 18 marzo, ore 13.15, un giorno che tutti noi sampdoriani vorremmo dimenticare il più presto possibile. Una squadra letteralmente in balia dell’avversario sotto 0-4 in casa e senza la benché minima reazione. Sembra un incubo, sembra impossibile viste le prestazioni casalinghe degli uomini di Giampaolo, eppure è così dopo Crotone si ripete lo sconcerto. I nerazzurri arrivano da tutte le parti. Icardi ex ingrato che ne fa 3 in 15 minuti. Facce sbigottite in campo, facce incredule sugli spalti.
Ma andiamo con ordine. La partita di domenica si apriva con la grande voglia di rivincita dopo la brutta figura di Crotone. Il mister in conferenza aveva chiesto una prova di carattere e maturità per battere l’Inter in quello che poteva essere uno scontro diretto. Ma così non è stato. È stata una disfatta che deve servire a tutti per ritrovare la strada in queste ultime 10 partite.
Riuscire a dare una spiegazione alla Non partita della Samp di domenica è difficile. Noi abbiamo preferito non scrivere neppure le pagelle perché la prova era incommentabile o ingiudicabile con un numero o un voto. Si poteva riassumere con una parola. Il nulla. Una prova nulla, senza mordente e senza reazione che non meritavano i tifosi e non meritava soprattutto la maglia blucerchiata.
Ecco, la maglia più bella del mondo non doveva perdere così. Non doveva perder 0-5 in casa in questo modo. Quasi senza colpo ferire. Non giudichiamo negativamente le parole di Giampaolo, ma qualsiasi critica se si vuole la si deve fare a inizio stagione o a mercato chiuso a gennaio. Una società come la Samp deve vendere il giusto e deve saper reinvestire e se riesce deve poter lottare per arrivare in Europa. Non ci sono obblighi ma la gente della Samp merita di veder lottare per questo obiettivo e quando sei lì e lotti per mesi al sesto posto ogni caduta è più fragorosa.
Siamo sicuri che lo sfogo di Giampaolo sia stato dettato da un grosso dispiacere e che sia stato male come noi forse anche di più perché crede fortemente e vivamente in questo progetto. Vediamo in lui una frustrazione per qualcosa che non è riuscito a trasmettere in queste settimane ma che siamo sicuri è nelle sue corde. Il bel gioco che abbiamo visto fino a poche settimane fa non è utopia. Lo sfogo del mister in conclusione lo accogliamo come uno scossone.
Siamo sicuri poi che le parole di Quagliarella, capitano di tante battaglie, siano parole dette col cuore, parole di chi sente di aver dato una grossa delusione collettiva alla sua gente. La frustrazione dei Viviano, Barreto e Silvestre, i leader dello spogliatoio fanno capire che loro stessi ci sono rimasti male. Ora però è tempo di tirare fuori gli attributi come ha tenuto a precisare Quagliarella. Quando si vince son bravi tutti, ma è quando si cade che si rialzano solo gli uomini con la U maiuscola, nel calcio come nella vita.
Questi ragazzi lo devono alla loro gente che in maniera quasi commovente ed encomiabile domenica anche sotto 0-5 non ha mai smesso di sostenerli. Battiti di mani, cori, urla e nessun fischio. Una tifoseria che ha scelto così di dimostrare il suo amore dopo una sconfitta. C’era chi non fosse d’accordo, chi avrebbe preferito fischi e un processo in pubblica piazza azioni delle quali sono esperte tifoserie a noi rivali che non apprezziamo. Ma si sa accontentare tutti è impossibile. Ma bisogna assumersi delle responsabilità dopo una disfatta.
Il dissenso invece in casa Samp si dimostra in altro modo. Non so voi ma per un attimo fermatevi a pensare a cosa abbiano pensato i nostri calciatori quando sullo 0-5 sotto la Sud si sono visti applausi e cori quando si potevano anche aspettare altro. Invece qui è così. Non si fischia una maglia che si ama, ma i giocatori che la indossano devono sempre ricordarsi l’unicità di quello che rappresentano: difendere la maglia più bella del mondo, con una tifoseria incredibile. Tutti uniti sotto i quattro colori che ci fan venire i brividi.
Magari alcuni o molti di quelli in campo poi ci lasceranno a giugno chi lo sa, oppure penseranno al Mondiale o alla futura squadra, ma siamo certi che ovunque andranno potranno anche guadagnare di più, ma non si ritroveranno più a giocare per una maglia e una tifoseria così. Ecco li invitiamo a pensare a questo. Un moto d’orgoglio deve scattare dopo questo 0-5 davanti alla propria gente.
Quello che chiediamo per queste ultime 10 partite penso che ogni giocatore in cuor suo lo sa. Dare il massimo, farlo sempre. Sudare la maglia e guardare con onore una gradinata intera che merita il meglio. Poi si può anche perdere, ma a testa alta.
Vogliamo che gli applausi della Sud e le parole del capitano e di Giampaolo restino ben impresse. Ci vuole una scrollata perché se si finisce male tutto quanto di bello fatto in 7 mesi purtroppo non sarà ricordato come merita a causa di un finale di stagione non degno della bravura che mister e squadra hanno dimostrato di avere fino a due settimane fa se si escludono poche eccezioni.
Confidiamo in voi per 10 partite da giocare al massimo a partire da Verona, poi lo spareggio di Bergamo e il quarto derby consecutivo da provare a vincere.
Scriviamo insieme una pagina di storia blucerchiata. Portateci in Europa! Quei ragazzi che vi hanno applaudito anche dopo uno 0-5 LO MERITANO e lo meritate anche voi che per 7 mesi avete dato prova di voler raggiungere questo traguardo.
Forza Sampdoria SEMPRE col cuore gonfio d’orgoglio nel nome e nel segno della maglia più bella del mondo. Per l’Unione Calcio Sampdoria!
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