«Noi ci crediamo. È così che ci divertiamo». Gli occhi di Gaston Ramirez esaltano la fiducia, la voglia di scendere in
campo, la convinzione di poter far bene ovunque. Anche all’Olimpico, anche lontano dal Ferraris dove la Sampdoria ha costruito la sua classifica con vista sull’Europa. Per questo il pareggio colto mercoledì al Ferraris contro i giallorossi ha lasciato soprattutto il sapore della delusione, più forte di quello dolce dell’impresa sfiorata contro una grande. «È vero, ci è rimasto l’amaro in bocca, perché vogliamo fare sempre di più. In fondo è proprio questo modo di pensare che ti rende competitivo ai massimi livelli».
Però c’è chi pensa che puntare ad un obiettivo difficile, come ’Europa League, possa schiacciarvi.
«Non credo che ci sia chi preferisce lottare per la salvezza piuttosto che per l’Europa. Battersi in fondo alla classifica è difficile, stressante. Molto meglio poter puntare a qualcosa di bello, vivi tutto diversamente. Vincere aiuta a vincere. La pressione è bellissima quando è positiva, qui tutti hanno fiducia, nessuno aspetta il momento in cui cadi».
Lei non ha mai sfidato la Roma all’Olimpico. Vi ha giocato solo una volta, contro la Lazio…
«Con il Bologna, finì 3 a 1. Ricordo quella partita. Possiamo vincere anche ora, contro la Roma. Noi sappiamo che se giochiamo il nostro calcio siamo forti. Abbiamo messo in difficoltà la Juventus, allora possiamo farlo con chiunque. Però dobbiamo essere concentrati, aggressivi, dettare il nostro ritmo,palleggiare per aprire gli spazi e cogliere il momento per fare male all’avversario».
Sembra di ascoltare mister Giampaolo.
«È il segreto per diventare una vera squadra: riuscire a ragionare tutti allo stesso modo. Bisogna credere tutti fermamente in una cosa per riuscire a farla al meglio».
In casa ci siete sempre riusciti. Fuori no. La Samp ha perso ben 15 punti da situazioni di vantaggio.
«Qualche volta, come è accaduto a Benevento, abbiamo regalato qualcosa. Ad un certo punto non eravamo più noi
stessi. Ma se guardo indietro vedo una sola partita dove ci hanno messo sotto: a Milano contro l’Inter. Più spesso ci hanno tradito i dettagli negativi che non siamo riusciti a superare. ma se facciamo il nostro gioco per batterci devono giocare bene e spaccarsi di fatica».
Lei il suo meglio l’ha fatto spesso: è fra i migliori in serie A nella classifica degli assist, con 6 passaggi da gol.
«Quando hai attaccanti forti come Quagliarella (oggi in forte dubbio per un affaticamento, Giampaolo deciderà tra lui e Caprari solo all’ultimo istante), Zapata e Caprari, hai più possibilità di vincere le partite. Io so che più palloni fornisco a loro e più diventiamo letali. A inzio stagione puntavo a fare almeno 10 assist, ora c’è la possibilità di fare anche meglio, perché i nostri attaccanti difficilmente sbagliano».
E lei? Nell’ultima stagione a Bologna (2011-12) aveva fatto centro 8 volte, ora è fermo a due.
«Io penso a lavorare, cosa che ripaga sempre. Devo anche segnare di più. Mercoledì ad esempio, ho perso l’attimo guardando il guardalinee per essere sicuro di non essere in fuorigioco. Devo fare meglio perché noi possiamo davvero raggiungere un traguardo importante».
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