Nella notte di Halloween la Sampdoria scaccia finalmente i suoi fantasmi. Lo fa nel modo più convincente, vincendo 2-0 il derby contro l’Entella e regalando a D’Angelo il primo successo sulla panchina blucerchiata. Ma soprattutto lo fa tornando a mostrare qualcosa che nelle ultime settimane era mancato troppo spesso: intensità, aggressività, fame e quella voglia di prendersi la partita senza aspettare che fosse la partita a decidere il proprio destino.
Il risultato racconta di un 2-0, ma probabilmente sta persino stretto alla Samp per quanto prodotto nell’arco della gara. I blucerchiati costruiscono, attaccano, creano occasioni e sfiorano più volte un vantaggio ancora più largo. Tutino e Henderson hanno le opportunità per rendere il successo ancora più netto, ma questa volta non serve rimpiangere ciò che non è entrato. Perché la Samp segna quando deve e, soprattutto, non smette mai di cercare il colpo successivo.
A sbloccare il derby è Gartenmann, con la decisiva deviazione di Tiritiello, al termine di una prestazione che fotografa bene anche la crescita del reparto arretrato. Il difensore danese gioca una partita pulita, attenta, senza fronzoli. Accanto a lui Delli Carri mette ordine, trasmettendo quella sensazione di solidità di cui questa squadra aveva disperatamente bisogno.
Ma la fotografia della serata ha il volto, gli occhi e soprattutto le lacrime di un ragazzo di appena 18 anni.
Mezzotero firma il 2-0 e si prende la notte di Marassi. Il primo gol tra i grandi, l’emozione che esplode, le lacrime impossibili da trattenere. Immagini che raccontano il calcio molto più di qualsiasi analisi tattica. Perché esistono momenti nei quali un ragazzo smette improvvisamente di essere soltanto una promessa e comincia a scrivere la propria storia. Quella di Mezzotero, almeno con la maglia della Sampdoria, è cominciata così.
Ed è difficile immaginare una notte migliore.
Il giovane blucerchiato è il protagonista indiscusso, ma attorno a lui arrivano altri segnali incoraggianti. Come quello di Begic, finalmente tornato a mostrare le qualità del giocatore che la Samp conosce. O quello di una squadra che, nonostante gli infortuni e un organico decimato, invece di cercare alibi decide di alzare i giri del motore.
È probabilmente questo l’aspetto più importante della serata.
La Samp vista contro l’Entella non aspetta. Aggredisce. Cerca di recuperare rapidamente il pallone, accompagna l’azione, prova a imporre ritmo e presenza. Non tutto è perfetto, naturalmente, ma finalmente si intravede una squadra che sembra avere chiaro cosa fare e, soprattutto, che vuole farlo insieme.
D’Angelo può ripartire proprio da qui.
La sua prima vittoria arriva forse nella maniera più significativa possibile: attraverso un gruppo in emergenza che reagisce alle difficoltà invece di subirle. Non può bastare una partita per cancellare problemi, ritardi e tutto ciò che ha complicato il cammino blucerchiato, ma può bastarne una per cambiare l’umore e soprattutto per indicare una strada.
L’unica nota stonata di una serata quasi perfetta è l’uscita di Verschaeren per un problema muscolare. Le sue condizioni dovranno essere valutate nei prossimi giorni e l’auspicio è che non si aggiunga un altro nome a una lista degli indisponibili già fin troppo lunga.
Per il resto, questa volta, resta soprattutto la sensazione di poter finalmente sorridere.
La Sampdoria torna a vincere e lo fa mettendoci qualcosa che va oltre il 2-0. Ci mette personalità, sacrificio, aggressività. Ci mette l’esperienza di chi deve dare equilibrio e l’incoscienza bellissima di un diciottenne che segna e poi si scioglie in lacrime.
Adesso viene la parte più difficile.
Perché questa vittoria deve rappresentare un punto di partenza, non un episodio isolato. Dovrà essere seguita dalla continuità, nelle prestazioni prima ancora che nei risultati. La Samp ha bisogno di trasformare questa notte in un’abitudine, quell’intensità in un’identità e quella voglia di vincere in qualcosa di riconoscibile ogni volta che scende in campo.
Ma per una notte si può anche mettere da parte tutto il resto.
Nella sera di Halloween, mentre intorno si celebrano streghe, paure e fantasmi, la Samp ha deciso di scacciare i propri. E forse l’immagine più bella per raccontarlo è proprio quella di Mezzotero: diciotto anni, un pallone in rete e gli occhi pieni di lacrime.
Dopo tante notti complicate, a Marassi è tornata finalmente un po’ di luce.
Il tabellino della sfida tra blucerchiati e biancazzurri, 10.a giornata della Serie BKT 2026/27.
Sampdoria 2
Virtus Entella 0
Reti: p.t. 23′ Tiritiello, 42′ Mezzotero.
Sampdoria (4-3-3): Krastev; Mbabu, Gartenmann, Delli Carri, Cicconi; Henderson, Abildgaard, Makoumbou; Begić, Tutino (36′ s.t. Karamoh), Verschaeren (17′ p.t. Mezzotero, 45′ s.t. Ravanelli).
A disposizione: Vindahl, Massolo, Insigne, Ferrari, Diop, Donega, Esposito.
Allenatore: D’Angelo.
Virtus Entella (3-5-2): Del Frate; Alborghetti (36′ p.t. Marconi), Tiritiello, Vignali; Mezzoni (32′ s.t. Annoni), Franzoni, Squizzato (1′ s.t. Felippe), Benedetti (1′ s.t. Cuppone), Di Mario; Tirelli (23′ s.t. Corona), Guiu.
A disposizione: D’Alterio, Torrielli, Previtali, Turicchia, Motolese, Costa, Kritta.
Allenatore: Chiappella.
Arbitro: Calzavara di Varese.
Assistenti: Cavallina di Parma e Tempestilli di Roma 2.
Quarto ufficiale: Galipò di Firenze.
VAR: Gariglio di Pinerolo.
AVAR: Maggioni di Lecco.
Note: ammoniti al 19′ p.t. Mezzoni, al 32′ p.t. Cicconi, al 33′ p.t. Guiu, al 46′ p.t. Marconi, al 47′ s.t. Mbabu per gioco scorretto, al 32′ p.t. Vignali per comportamento non regolamentare; recupero 4′ p.t., 3′ s.t.; abbonati 20.837 (rateo 184.804,81 euro), paganti 2.122 (48.838 euro) ; terreno di gioco in discrete condizioni.
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