La Sampdoria torna a muovere passi di campionato dopo la lunga pausa per le nazionali. Domani, al Partenio, alle 20.30, si riaccenderà la Serie B: una luce che arriva dopo giorni sospesi, di lavoro silenzioso e di attese mediche che hanno attraversato Bogliasco come correnti sottili.
Oggi è il giorno della rifinitura, quello in cui i gesti diventano più piccoli e più precisi, in cui si cerca la misura giusta delle cose. Poi la conferenza di Corradi, e infine la partenza per la Campania, un viaggio che è anche un rito: lasciare il Mugnaini per andare incontro a una verità che solo il campo può dire.
La squadra arriva alla vigilia con un bagaglio più pesante del previsto.
Sinani, dopo il consulto a Roma, dovrà operarsi: una decisione che chiude il cerchio delle ipotesi e apre quello della pazienza.
Esposito non recupera, così come Meijer, rientrato in Olanda per curarsi con il benestare della società.
Conti resta fuori fino a fine mese, mentre Abildgaard è assente per squalifica.
Eppure, dentro questo quadro, ci sono anche ritorni che fanno respirare:
Begic è rientrato dalle nazionali e oggi farà la rifinitura con il gruppo; Ravanelli, Makoumbou e Depaoli sono stabilmente in campo, presenti e pronti.
A centrocampo le assenze potrebbero disegnare la formazione quasi da sole.
Corradi potrebbe arretrare Verschaeren, affiancandolo a Henderson e Makoumbou: un terzetto che nasce dalla necessità ma che può trovare armonia.
Davanti, la squadra si affida alla sua ossatura:
Begic, Insigne, Lauritsen.
Linee semplici, pulite, senza fronzoli.
Vindahl, Di Pardo, Gartenmann, Delli Carri, Cicconi; Henderson, Makoumbou, Verschaeren; Begic, Insigne, Lauritsen.
La squadra arbitrale
Arbitro: Sacchi di Macerata
Assistenti: Biffi di Treviglio, El Filali di Alessandria
Quarto ufficiale: Di Loreto di Terni
VAR: Pezzuto di Lecce
AVAR: Mazzoleni di Bergamo
La Samp arriva ad Avellino con una formazione che è quasi un gesto di resistenza: uomini contati, ruoli adattati, ma una direzione chiara.
C’è qualcosa di profondamente umano in queste vigile: la squadra che parte, gli assenti che pesano, i presenti che stringono i denti, il lavoro che continua comunque.
Come scriveva Hannah Arendt, “Il coraggio è la forma più semplice della perseveranza.”
E domani, alle 20.30, la Samp dovrà soprattutto perseverare.
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