Riparte venerdì sera il cammino della Sampdoria in campionato. Ad attendere i blucerchiati c’è la delicata trasferta sul campo dell’Avellino, con fischio d’inizio alle 20:30.
Della sfida, del momento della squadra e delle prospettive per il futuro ha parlato il portiere Vindahl, che nell’intervista rilasciata all’edizione odierna della Gazzetta dello Sport ha dichiarato: “Non possiamo predire il domani, ma ho scelto un posto dove potermi immaginare anche in futuro, perché questo è un club iconico. So bene però che non dipende solo da me, ma anche da quello che decideranno Samp e Sparta Praga”.
Ha avuto buoni consigli da un ex doriano, come lei cresciuto nell’Academy del Nordsjaelland.
“Si, ho parlato con Damsgaard, mi ha detto che gli manca la Samp e gli piaceva molto giocare qui”.
Due anni fa in questi giorni lei giocava con lo Sparta Praga all’Etihad contro il City di Haaland e Guardiola. Com’è stato ritrovarsi nella Serie B italiana?
“Penso che sia abbastanza difficile comparare le due cose. Faccio un esempio: venerdì andremo a giocare sul sintetico di Avellino, è tutta un’altra cosa. Di sicuro qui ci sono molta pressione e grandi aspettative, molte di più rispetto allo Sparta Praga”.
La parata su Mosti contro il Catanzaro è stata il momento-chiave per svoltare dopo l’inizio difficile?
“Secondo me è pericoloso definire un momento specifico e dire che da lì in poi è andato tutto bene. Diciamo che quando la partita è incanalata in senso positivo, lo avverti di più. Secondo me però serve stabilità, evitando le fasi di up and down”.
Cos’ha portato nella Samp della sua mentalità scandinava?
“Noi siamo più calmi rispetto a voi italiani, che avete maggiore emotività sia nel bene che nel male. Credo che sia giusto esprimere le mie emozioni, proprio per adattarmi al meglio a un Paese che ha una cultura diversa”.
Lei è sempre stato la prima scelta del club. Quanto è stato importante?
“Ho avuto la sensazione da subito di poter andare in un club che credeva davvero in me. Non sempre succede così”.
Tre danesi: lei, Gartenmann (che ha scelto di giocare per la Svizzera) e Abildgaard. Ha legato soprattutto con loro?
“La lingua aiuta, normale che sia così. Ma siamo un bel gruppo, mi hanno invitato subito a cena anche se io fuori dal campo sono un po’ introverso”.
Corradi l’ha difesa sin dal primo giorno. E dopo i suoi errori ha detto: “Quando cadi da cavallo, devi risalirci subito”.
“Avverto la fiducia del tecnico, ho creato un bel rapporto con lui, anche se poi so bene che alla fine di tutto conta la prestazione. Ad inizio stagione abbiamo avuto un colloquio: ‘Mister, se c’è qualcosa in cui posso migliorare, me lo dica’. Preferisco che ci parliamo direttamente, una buona ed onesta relazione è la base giusta per crescere insieme”.
Avete affrontato il Palermo primo e il Mantova rivelazione. Quale è la dimensione della Samp?
“L’ambizione è arrivare a giocarci la promozione fino alla fine, entrare nei playoff offrirebbe questa possibilità. Siamo in grado di farlo: iI potenziale, qui, è altissimo”.
Ha un modello nel calcio?
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