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La bellezza delle cose che uniscono: la Festa dei Praini

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C’è un momento, ogni estate, in cui Genova sembra rallentare il passo. Tra le bandiere che sventolano e le voci che si intrecciano, la Festa dei Praini non è solo un appuntamento: è un rito, una memoria che si rinnova.

Sabato 11 luglio 2026, negli spazi esterni del club, la comunità blucerchiata si ritroverà ancora una volta per celebrare se stessa — tra musica, sorrisi e il profumo del pesto che si mescola all’aria di mare.

Prosciutto e melone, torte di verdura, panino “Pranino”, spiedino di caprese. Poi gli gnocchi, al pesto e al ragù, serviti “a volontà”, come si fa quando la festa è vera e il tempo non conta. Sul palco, Stefano DJ e Veronica, con la partecipazione di Davide e Marco Zito, daranno voce a quella musica che non è solo intrattenimento, ma linguaggio comune. A condurre la serata, Nicola Montese, tra applausi e brindisi.

La Festa dei Praini è il punto in cui la passione incontra la memoria. Non è solo un evento, ma un modo per dire che la Sampdoria è più di una squadra: è una casa, un sentimento che attraversa le generazioni. Ogni sorriso, ogni brindisi, ogni coro è un frammento di storia che si aggiunge a quella di ieri, e che prepara quella di domani.

Posti limitati, prenotazione consigliata.
Ma chi c’è, lo sa: non si viene solo per mangiare o cantare.
Si viene per ritrovare se stessi, per sentire che la passione non si è mai spenta.
E quando la notte scenderà su Genova, tra le luci e le bandiere, resterà solo una certezza:
che il cuore blucerchiato, ancora una volta, ha trovato il suo ritmo.

E quando la notte avvolgerà lentamente Genova, tra luci che tremano e bandiere che non smettono mai di raccontare una storia, la Festa dei Praini diventerà ciò che è sempre stata: un luogo dell’anima, un punto di ritorno, un promemoria di ciò che significa appartenere.

Perché in fondo, come ricordava Kahlil Gibran, “la vita è davvero oscura, se non è animata dal desiderio”. E il desiderio che muove il popolo blucerchiato — quello di ritrovarsi, di riconoscersi, di camminare insieme — è ciò che tiene accesa la fiamma, anno dopo anno.

Sabato sera, tra gnocchi, musica e abbracci, quella fiamma tornerà a brillare. E la città intera ancora una volta, saprà ascoltarla.

Paolo Bardetta

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Paolo Bardetta

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