Mondo Samp

Branco spinge per Fabio Pecchia. Fiducia a Lombardo ma tutto dipenderà dalla scelta del nuovo allenatore

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C’è un momento, nella vita di un club, in cui tutto cambia in poche ore.

Per la Sampdoria quel momento è arrivato ieri sera, quando la società ha ufficializzato una serie di nomine che ridisegnano l’intera architettura tecnica.

Un comunicato, quattro nomi, un messaggio chiaro: il nuovo corso è iniziato.

Al centro di tutto c’è Americo Branco, 35 anni, portoghese, un percorso costruito interamente nella direzione sportiva.
È lui il nuovo direttore sportivo, figura scelta per guidare la ricostruzione blucerchiata.
La sua nomina diventerà pienamente operativa dopo le formalità con la FIGC, ma la Samp ha già chiarito un punto: Branco sarà Ds a tutti gli effetti, senza prestanomi né soluzioni tampone. La licenza UEFA ce l’ha, l’integrazione italiana è solo un passaggio tecnico.

Accanto a Branco, la Samp ha definito anche Lorenzo Ariaudo, 37 anni, che dopo tre stagioni da team manager, compie un salto decisivo: sarà il nuovo direttore tecnico.

Lo scouting sarà affidato a José Coelho, collaboratore storico di Branco, mentre a sorpresa il ruolo di team manager passa a Mattia Stante, 35 anni, laureato con lode in economia e un percorso dirigenziale tra Ravenna e Ternana.

Il CEO Football Jesper Fredberg ha sintetizzato così la portata della riorganizzazione: “Abbiamo lavorato senza sosta per riorganizzare la gestione sportiva. Con queste nomine stiamo apportando nuove competenze per essere sulla strada giusta verso il successo. Il prossimo passo sarà la nomina dell’allenatore.”

In tarda serata sono arrivate anche le prime parole del nuovo Ds.
Tono diretto, idee chiare, identità forte:

“Sono molto orgoglioso di arrivare alla Sampdoria, una delle società più iconiche del mondo. Jesper ha fatto tanto per avermi qua quindi devo ringraziarlo, cioè non esiste secondo me una persona nel calcio, un professionista che dice no alla Sampdoria.”
E sul tecnico: “Chi verrà deve capire dove viene e per cosa viene. Non basta indossare lo stemma: bisogna sudarlo.”

Una frase che sembra un manifesto.

Il primo dossier sul tavolo di Branco è la scelta dell’allenatore.
E qui la narrativa cambia ritmo.

Il nuovo Ds spinge per Fabio Pecchia, profilo già anticipato dalla nostra redazione il 16 maggio.
Un nome forte, con un anno di contratto al Parma e una richiesta chiara: un triennale.
La prossima settimana è atteso un nuovo incontro che potrebbe essere quello decisivo.

Restano vivi i contatti con Possanzini, mentre Velázquez rimane in stand‑by: il tecnico sta valutando la possibilità di restare al Levski Sofia per giocarsi la Champions.

Ieri, intanto, c’è stato un incontro con Attilio Lombardo, sotto contratto fino al 2028.
Fredberg nutre fiducia, ma tutto dipenderà dal nuovo allenatore e dal suo inquadramento nello staff.

In una giornata già ricca di notizie, arriva anche una pagina di storia.
La Sampdoria Women completa uno straordinario triplete:
campionato Eccellenza Liguria, Coppa Italia regionale e, ieri pomeriggio, la Coppa Italia Regionale femminile della fase nazionale, battendo il Rinascita Doccia 1‑0.

Un dominio totale, un lavoro impeccabile, un segnale forte per tutto il movimento femminile blucerchiato.

La festa, però, si è intrecciata con il dolore.
Nelle stesse ore è arrivata la notizia della scomparsa improvvisa di Massimo “Peppo” Fabbiani, figura storica del tifo blucerchiato e anima del Sampdoria Club Alassio.
Per decenni è stato un punto di riferimento nel Ponente ligure, una presenza iconica, instancabile, sempre riconoscibile.
Un volto che non mancava mai, una voce che non si spegneva, un cuore che batteva solo per quei colori.

La sua perdita lascia un vuoto enorme nella comunità sampdoriana.

Sempre ieri si sono svolti i funerali di Remigio Griggi, storico esponente del leggendario Sampdoria Club “Lo Squalo”, con sede al celebre 27A cancello di via Casaregis.

Griggi era anche piccolo azionista della società, segno di un legame che andava oltre la passione: era appartenenza, identità, radici.
La sua scomparsa chiude un’altra pagina importante della memoria collettiva sampdoriana.

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Paolo Bardetta

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