La Sampdoria chiude il suo campionato a 44 punti, cadendo nell’ultima giornata sul campo della Reggiana.
A decidere la sfida è la rete di Novakovich, un gol che pesa poco per la classifica ma che racconta bene l’inerzia di una gara in cui i blucerchiati hanno provato a fare la partita senza però trovare la fame e la lucidità delle settimane precedenti.
La salvezza, conquistata venerdì scorso contro il Sudtirol davanti a un Marassi in festa, aveva inevitabilmente tolto tensione e rabbia agonistica alla squadra di Attilio Lombardo. Era prevedibile, quasi fisiologico: dopo mesi di pressione, paure, rincorse e scivoloni, la Samp è arrivata all’ultima curva con il fiato corto ma con il traguardo già tagliato.
E così, nonostante un avvio propositivo e qualche buona trama offensiva, i blucerchiati sono apparsi sazi, scarichi, incapaci di trovare quel guizzo che aveva caratterizzato le ultime uscite. La Reggiana, più motivata e più aggressiva, ha sfruttato l’occasione e ha portato a casa i tre punti.
Resta però il rammarico, inevitabile, per i punti persi per strada e per un campionato vissuto tra alti e bassi, in cui la Samp avrebbe potuto costruire un finale diverso. Con maggiore solidità societaria, con scelte più lucide e con una programmazione più coerente, forse oggi si racconterebbe un’altra storia. Ma il calcio non concede sconti, e ogni errore si paga.
Merito, comunque, a Lombardo e a Mancini, protagonisti indiscussi di questa salvezza. Hanno preso una squadra fragile, impaurita, smarrita, e l’hanno portata fuori dalla tempesta. Hanno dato ordine, identità, compattezza. Hanno restituito dignità a un gruppo che sembrava averla smarrita.
Ora la parola passa alla società. Il futuro non può essere un copia‑incolla del passato. Servono idee, competenza, investimenti mirati, una visione chiara. Servono scelte che non tradiscano più la storia del club.
Perché questa stagione, con tutte le sue ferite, lascia un insegnamento semplice: la Sampdoria si salva non grazie, ma nonostante gli errori.
E allora, mentre cala il sipario su un campionato tormentato, resta una speranza che vale più di qualsiasi risultato: che gli sbagli commessi non vengano più ripetuti.
REGGIANA – SAMPDORIA 1 – 0
Marcatori: Novakovich (R) al 76′
REGGIANA (4-3-2-1): Micai; Libutti, Vicari (Papetti al 9′), Lusuardi, Bozzolan; Rover (Novakovich al 46′), Reinhart (Bertagnoli al 83′), Charlys; Portanova, Lambourde (Vallarelli al 83′), Gondo (Girma al 57′). A disposizione: Seculin, Bozhanaj, Quaranta, Sampirisi, Cardinali, Belardinelli, Fumagalli. Allenatore: Bisoli.
SAMPDORIA (4-3-3): Martinelli; Viti, Hadzikadunic (Ferrari al 86′), Palma, Cicconi (Pafundi al 78′); Henderson (Casalino al 87′), Esposito, Barak (Soleri al 69′); Depaoli (Giordano al 69′), Coda, Begic. A disposizione: Ghidotti, Ravaglia, Coucke, Riccio, Ricci, Amarandei, Diop. Allenatore: Lombardo.
Arbitro: Marco Guida. Assistente I: Francesco Cortese. Assistente II: Simone Pistarelli. IV Ufficiale: Daniele Perenzoni. Var: Ivano Pezzuto. Avar: Giacomo Paganessi.
Note: ammonito Depaoli (S) al 32′, Gondo (R) al 43′. Angoli 1-3 al primo tempo; 3-4 al secondo tempo. Recupero 1′ al primo tempo; 6′ al secondo tempo.
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