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Bertelli verso l’addio: emergenza infortuni e fanalino di coda in Serie B

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La Sampdoria continua a trascinarsi in un limbo che non ha più giustificazioni. La sosta per le nazionali avrebbe dovuto essere un’occasione per rimettere ordine, ma a Bogliasco si contano più assenze che certezze. L’infermeria è piena, la squadra è fragile e ora anche lo staff tecnico perde pezzi: Paolo Bertelli, preparatore atletico di esperienza, è pronto a dire addio. Una rescissione consensuale che pesa come un macigno, perché arriva nel momento peggiore.

Il problema non è solo la perdita di un professionista, ma il segnale che manda: instabilità, improvvisazione, mancanza di direzione. Si parla di possibili sostituti, ma i nomi che circolano non hanno fondamenta. In particolare, il nome di Amedeo Baldari, emerso nelle ultime ore, non trova al momento conferme: da quanto appreso dalla nostra redazione, non è mai stato contattato e resta una voce priva di basi concrete. È l’ennesima dimostrazione di una società che naviga a vista, incapace di programmare e di dare risposte.

Situazione giocatori
Marvin Çuni: sottoposto a esami strumentali, non prevale ottimismo. L’attaccante rischia almeno un mese di stop, un’assenza pesante per un reparto già in difficoltà.

Simone Pafundi: gli accertamenti a Udine hanno escluso ulteriori problemi. Atteso a Bogliasco in settimana, l’obiettivo è portarlo almeno in panchina contro la Juve Stabia alla ripresa.

Massimo Coda: lavoro differenziato di gestione, ma nessuna particolare preoccupazione.

Alessandro Riccio: anche per lui gestione mirata, senza allarmi.

Matteo Ricci: condizioni in miglioramento, con la prospettiva di rientrare gradualmente.

Un bollettino che racconta di una squadra spezzata, che fatica persino a mettere insieme un undici competitivo. E intanto la classifica parla chiaro: la Sampdoria è fanalino di coda in Serie B, ultima e ferita, simbolo di un declino che non può più essere nascosto dietro alibi e silenzi.

Il vero dramma, però, è il silenzio. Una società muta, che non spiega, non chiarisce, non rassicura. Ogni giorno senza parole ufficiali è un colpo al cuore dei tifosi, che continuano a sostenere ma vedono la maglia più bella del mondo umiliata e derisa.

La Sampdoria non può più permettersi di vivere di rattoppi e di scuse. Serve una scossa, serve chiarezza, serve coraggio. Perché il tempo delle giustificazioni è finito. E chi ama questi colori non merita di assistere a un lento declino gestito nell’ombra.

La Sampdoria è storia, è identità, è Genova. E merita rispetto. Adesso.

Paolo Bardetta

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Paolo Bardetta

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