Non è una tragedia, ma di certo il passo falso di Bolzano lascia l’amaro in bocca in casa Sampdoria, in un sabato balordo a tinte blucerchiate. Da una parte un ko inatteso, dall’altra il piacere di aver visto un ragazzo, portavoce dei colori più belli del mondo, vincere alla grande il Festival di Sanremo. Ma purtroppo questo successo non ci porta punti in classifica e ne avremmo avuto davvero tanto bisogno sabato.
Certo anche la Samp avrebbe voluto il suo Olly (ancora complimenti Federico per il successo meritato!) in campo per risolvere la pratica bolzanina, ci ha provato Sibilli, ma sono stati tanti e troppi gli errori di un pomeriggio incolore. Il Sud Tirol ha giocato “a fare il duro”, parafrasando Lucio Corsi, e c’è riuscito con il beneplacito dell’arbitro Monaldi di Macerata che, dall’alto della sua severità conclamata, (ha il record di 5 espulsioni in 10 partite arbitrate quest’anno), ha perso più volte il controllo della partita.
Una partita iniziata subito con un botta e risposta tra Merkaj e Sibilli e che si era incanalata sui binari del pareggio fino a quando, a fine primo tempo sono iniziati a fioccare i cartellini. Ferrari non è riuscito a contenere Odogwu e in 5 minuti è stato bersaglio di due provvedimenti che lo hanno portato anticipatamente sotto la doccia. Nella ripresa lo stesso è accaduto a Depaoli, già nervoso nel primo tempo che, dopo il primo giallo, si rende protagonista di una mischia inutile che macchia il suo buon momento e da capitano si prende un rosso evitabile, il settimo stagionale per la Sampdoria, davvero troppi. Due errori da “incoscienti giovani” come direbbe Achille Lauro.
Ed è un vero peccato perché dopo la prima mezz’ora la Samp aveva dato l’impressione di poter controllare la partita e continuare il trend dei 7 punti nelle ultime 3 giornate. Ci si può interrogare sulla conduzione arbitrale, non esente da colpe, specie nella distribuzione dei cartellini, ma dobbiamo andare oltre. Certo la scelta di mettere Ferrari su Odogwu, struttura fisica diversa, è stata poco felice, un chiaro mismatch. Col senno di poi si poteva valutare Riccio al centro e Veroli a sinistra, considerando che Altare non aveva 90 minuti di autonomia dopo l’infortunio alla caviglia contro il Modena. Ci si può chiedere perché Semplici non abbia sostituito Depaoli ammonito (due volte in un quarto d’ora) in una gara dove l’arbitro era pronto con fischietto e cartellino ad ogni situazione, anche perché Castori, l’unico ammonito nel primo tempo, Giorgini, centrale difensivo l’ha sostituito al 45esimo dopo il giallo preso in un battibecco con Niang. Ci si può chiedere infine se proprio per il numero 19 potesse entrare Coda, ormai finito indietro nelle gerarchie, invece che l’esordiente Abiuso. Però sia il rosso di Depaoli che il mani di Yepes sono errori che non devono più accadere perché a questo punto pesano il doppio.
Ci si deve chiedere, però anche se, come direbbe Giorgia, “la cura per me” di Semplici per la nostra Sampdoria stia totalmente funzionando. Adesso sono 11 i punti in 10 partite, 8 nel 2025 nelle ultime 6, una media punti ancora inferiore all’esonerato Sottil (16 punti in 13 partite). Una Samp che sicuramente appare più compatta e unita, ma non basta. Si segna ancora troppo poco, 9 gol in 10 partite, solo una volta, a Mantova, due reti, un Doria che subisce sicuramente di meno (10 gol in 10 match con 3 clean sheet), ma per vincere le partite devi far gol. Restano solo 2 le vittorie nelle ultime 16, con una classifica talmente corta che tra play off e play out ci sono solo 6 punti, quelli persi dalla Samp tra Cesena, Mantova e ieri.
Ora il calendario si fa duro, le prossime tre partite chiedono risposte per capire se i blucerchiati riusciranno definitivamente ad uscire dalla zona play out dove stazionano da inizio dicembre senza soluzione di continuità. Forse affrontare squadre di una certa caratura potrebbe anche far bene ad una rosa sicuramente rinforzata a gennaio, 7 dei 10 acquisti sono titolari, e senza più l’assillo dei fuori rosa. Venerdì arriva la capolista Sassuolo che ha già un piede e mezzo in Serie A. Una cornice nostalgica che magari può far trovare continuità in casa dopo i due successi consecutivi contro Cosenza e Modena. Poi ci toccherà la trasferta insidiosa a Bari, squadra da play off, e infine di nuovo in casa contro il Palermo di Audero e Pohjanpalo. Alla fine di questo mini ciclo potremmo avere le idee più chiare sul finale di stagione che ci aspetterà pieno di partite delicate soprattutto in casa.
Nulla è perduto, ma non sono più ammessi passi falsi che adesso pesano il doppio, perché la Sampdoria deve svoltare definitivamente e regalarsi un finale di stagione più sereno e meno affannato. Ed è proprio il fattore casalingo a dover fare la differenza a partire da venerdì dove ci vorrà una Sampdoria “Anema e core”!
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