Matteo Manfredi, ha parlato questa mattina in conferenza stampa davanti ai Media presenti ed ha affrontato diversi argomenti a partire dal progetto: “Il progetto non cambia di un centimetro, abbiamo mezzi e risorse”.
Stabilità: “Negli anni recenti c’è stata poca stabilità, anzi è stata messa a repentaglio. Sostenibilità, decoro, orgoglio: questa la mia missione, insieme con tante vittorie. Oggi siamo in condizioni stabili e serene. I risultati sportivi mancano e, per quanto riguarda questo tema, purtroppo il primo pensiero va ai tifosi i quali fanno benissimo a volere risultati subito, ogni domenica perché loro vivono di questi colori e sanno che questi colori meritano la vittoria ogni domenica. Quando giochiamo in casa il nostro stadio è fantastico, abbiamo davvero il dodicesimo uomo in campo. La partecipazione dei nostri tifosi è uno di quei patrimoni che questa società hanno ed avranno. E’ fondamentale l’investimento che abbiamo fatto nelle infrastrutture che ciò rimarrà nella storia di questo club. Non c’è confusione, abbiamo difficoltà e siamo partiti da 0, anzi meno di 0″.
Possibile cessione della società? “Ogni settimana leggo notizie di gruppi, cordate, offerte, dico che non è così. Abbiamo un progetto siamo seri, non siamo confusi ma siamo in difficoltà”.
Risorse: “Non siamo riusciti sinora a fare meglio dell’anno scorso, ma ho team e risorse per ribaltare la situazione. Siamo arrabbiati e possiamo ribaltare la situazione”.
Pazienza: “Cosa serve? Pazienza e denari. Conosciamo i rischi di un investimento, infatti progetto è lungo, tortuoso e complicato”.
Il punto sul mercato: “Purtroppo abbiamo imparato che non basta il budget. Non siamo i primi ne saremmo gli ultimi che investiranno con la speranza di salire ma non basta investire per arrivare ai risultati nel calcio”.
Accardi: “Ad oggi il lavoro di Pietro e del suo staff non ci hanno portato le soddisfazioni che volevamo. Lo monitoriamo, lavoriamo tanto insieme a lui e la sua esperienza, capacità e lucidità ci aiuteranno. Siamo a lavoro da almeno un mese per evitare gli errori passati, avevamo costruito una squadra competitiva e siamo convinti che questa squadra possa darci soddisfazioni. E’ nostro dovere rinforzarla”.
Punto sugli investitori: “Gestio Capital è l’investitore della Sampdoria che è gestita dal sottoscritto. Il responsabile di questo fallimento sportivo fino a qui è il sottoscritto ma sono orgoglioso del progetto infrastrutturale e societario fatto fino a qui. Lo ribadisco la società è questa e rimarrà questa ma vogliamo attrarre investitori per portare a termine questo progetto. Sono orgoglioso, felice e lo rifarei. Ho un figlio di 14 mesi, il sacrifico più grande è che devo stare lontano da lui per portare avanti questo progetto. L’interesse per la Sampdoria continuerà ad esserci: per i tifosi, per la storia, per i colori. Viviamo in una città dove si parla solo di Sampdoria grazie a Gianluca Vialli. Questo deve darvi la percezione per la quale l’interesse per la Sampdoria c’è, c’era e ci sarà”.
I tre cambi in panchina: “Ringrazio Andrea Pirlo ed Andrea Sottil, il cambio repentino l’elemento principale è stato la consapevolezza erronea di aver costruito una rosa competitiva, subito pronta ma alla terza giornata ci siamo trovati con un pugno di mosche in mano. Questo è ciò che ci ha fatto cambiare. Non mi sono pentito”.
Nel caso in cui la Samp passasse in un’altra categoria e non fosse la Serie A?
“Le categorie diverse dalla Serie B e non Serie A si chiama Serie C. Serve stabilità. E la stabilità ci sarebbe anche in quel caso”.
Il progetto?
“Il compimento del nostro progetto è valorizzare questo club. Una parte del percorso di questo progetto è stata compiuta con la valorizzazione di quanto detto. La maggior parte si compirà con il successo sportivo”.
Il vostro rapporto con gli investitori di Singapore?
“Sono io ad avere il controllo del CdA, sono io il presidente e sono io il responsabile di ciò che non funziona. Le risorse per continuare questo tipo di percorso sono state raccolte prima di fare questo percorso. Le programmazioni vanno fatte prima, altrimenti si tratta di scommesse da casinò”.
Si è mai pentito di essere entrato nel mondo del calcio?
“Sono orgoglioso, felice e rispondo anche che lo rifarei. Ho un figlio di 14 mesi, che è il sacrificio più grande per stare lontano da lui è contribuire alla riuscita di questo progetto. Siamo in una gloriosa società, lo vedete ogni domenica sia in casa che fuori”.
Gli investitori di Malta?
“L’interesse per la Sampdoria continuerà ad esserci. Per i giocatori, per i colori, per i tifosi, per la storia della Sampdoria. Viviamo in una città dove si parla per tre giorni di Sampdoria grazie a Gianluca Vialli. Questo mi auguro vi dia la percezione del motivo per cui l’interesse per la Samp ci sia prima dell’ingresso di Gestio Capital, c’è ora nonostante ‘la società è assnete’, ‘confusione’, “Raddrizzani’ e ci sarà domani quando ci sarà meno tempesta. Siamo abituati, dobbiamo avere la forza e la lucidità per uscire da questa situazione”.
Quindi gli investitori di Malta sono reali?
“Altra notizia non reale”.
Ci presenterà altri investitori?
“L’investitore è Gestio Capital ed è rappresentata dal sottoscritto. Nel futuro non vedrete altre presentazioni. Il fallimento del progetto sportivo è il sottoscritto così come sono orgoglioso del progetto strutturale”.
Quando ha parlato che non tutti remavano tutti dalla stessa parte parlavate di giocatori?
“Il calcio è un settore molto complesso. L’U.C. Sampdoria è una piccola società se vogliamo compararla a società di altri settori. Nei momenti di difficoltà, alcune figure, non giocatori, reagiscono in maniera diversa rispetto ad altri”.
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