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La primavera inizia a settembre

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Finisce settembre e con sè l’estate, ma è una nuova primavera blucerchiata, quella che inizia ed è perciò tempo di un primo bilancio, che vogliamo affrontare, per analizzare come sia ripartita, dopo lo scossone del cambio della guida tecnica, la rincorsa della Sampdoria, in un’annata che speriamo possa riportare in A i blucerchiati dopo una stagione di transizione.

Accantonata la gestione Pirlo, ritenuta insufficiente dal nuovo direttore Accardi che aveva messo a disposizione del mister una squadra “pronta al 95%”, lo step Sottil ha portato concretezza cercando di arrivare ad un gioco intenso, chiaro, senza fronzoli, avendo una difesa solida e sviluppando la qualità a disposizione davanti.

Bari, Cosenza, Sud Tirol, il derby e Modena sono state le prime 5 tappe di questo percorso. In casa con 0 gol presi si è passati ad essere la migliore difesa del torneo, impensabile fino a un mese fa, nonostante aver giocato col Bari 80 minuti in 10. Con Il Sud Tirol un 1-0, firmato Venuti, specchio di come si vince in B e adesso l’esame Juve Stabia in un venerdì a porte chiuse.

Non sono mancate le difficoltà, basti pensare al primo tempo di Cosenza, che magari doveva essere lo scossone per capire da chi e come ripartire, e allora prendiamolo come punto più basso da cui risalire perché poi la Samp ha fatto suo, dopo il successo sui bolzanini, un derby dominato oltre il punteggio.

Inutile nasconderlo, il derby è sempre una partita speciale, anche in una sfida di Coppa con una categoria di differenza. Poteva rappresentare un passo indietro a livello mentale, oppure essere un mattoncino da dove prendere forza e rivelarsi come il serbatoio emotivo su cui creare un nuovo entusiasmo.

Una partita affrontata, per scelta del mister, con una formazione mista, per metà composta da quelle che possiamo definire ad oggi, seconde linee e meritando a più riprese il successo, nonostante il regalo iniziale di Romagnoli, e ben prima dei rigori, ma onestamente è stato più bello così, è arrivato Borini, poi l’ex Zanoli ha sbattuto su Silvestri e infine Barreca sotto la Nord, di nuovo, ha certificato l’ennesimo successo nel derby dove l’imbattibilità esterna dura da 13 anni.

Anche Modena è stata un’altra prova sintomatica. Il Doria era chiamato alla vittoria per riscattare il ko esterno contro i cosentini. Partita sbloccata ad inizio ripresa dalla forza della natura di Ioannou al terzo gol stagionale e poi chiusa nel segno dei gemelli. Prima Tutino che è stato uomo ovunque e poi Coda, autore di un goal d’alta scuola con una voleè di destro sotto la traversa.

Quello che è chiaro però é che il lavoro tattico e come sia stata messa a posto la squadra in poco più di un mese, senza aver avuto il ritiro, sia notevole. In B non bisogna prendere goal e poi davanti se hai qualità, alla lunga vieni fuori.

La squadra col 352 rende molto di più di uno sbilanciato 3421, iniziamo a vedere una maggiore applicazione difensiva, la fase di non possesso dà i suoi frutti e anche la pressione per la riconquista e la conseguente ripartenza.

Poi sugli uomini il mister sta variando per trovare la quadra. Romagnoli e Ferrari sono, purtroppo, fisicamente inaffidabili, Bereszynski sta crescendo tanto, si sta calando nel ruolo, bisognava solo lavorarci sopra. Riccio, Veroli e Vulikic sono 3 buoni difensori che troveranno spazio e cresceranno. Messi bene, adesso, il Doria non subisce più 25 tiri.

Ci sono, poi, due coppie di esterni forti che in B non ha, probabilmente, nessuno, Venuti e Ioannou già 2 reti a testa, l’ex Como 3 con la Coppa, senza dimenticare Depaoli e Barreca, uomo derby. Gli esterni sono efficaci anche perché basta vedere con i quinti come il Doria attacca da destra verso sinistra e quanti uomini la squadra di Sottil porta in area per concludere a rete.

A centrocampo ci sono sei scelte per tre posti. Siamo convinti che alla lunga Kasami e Yepes saranno inamovibili e in base all’avversario gireranno Akinsanmiro e magari Meulensteen, mentre devono crescere, benché sempre impiegati, Benedetti e Bellemo, da quest’ultimo ci aspettiamo di piu, ancora non riesce a far la differenza.

Davanti poi sulla carta c’è un attacco che può e deve fare la differenza in categoria. Da questa settimana Pedrola è in gruppo e si avvicina al rientro. Lo spagnolo potrebbe essere un’arma tattica letale per dare imprevedibilità alla manovra. Rientrerà anche Borini, galvanizzato dal derby. Con i gemelli del goal, avremo un attacco che farebbe bene pure in A. Coda è un fuoriclasse per la B che fa reparto e che fa giocare bene pure i compagni, Tutino ha i colpi alla Flachi e grande personalità.

La differenza però evidente è che il Doria è corto, compatto, occupa bene gli spazi, tiene le giuste distanze e soffre il giusto. Se c’è una squadra, poi i singoli rendono, e questi singoli in B fanno la differenza.

Settembre ha detto che questo è un campionato senza padroni. Si, il Pisa ha 8 punti in più, 6 sul campo, ma il ko contro le vespe può minare delle certezze. La A per la Samp dista 5 punti, lo Spezia che è secondo, e se pensiamo che il Doria ne aveva 1 dopo le prime 3 e dove si era l’anno scorso alla 7a 8a giornata, fa capire come un successo contro la Juve Stabia sarebbe il viatico perfetto in vista della sosta.

Toccherà poi a Sottil, mister di categoria, sapere come farla rendere per raggiungere quel traguardo, quel sogno, chiamato Serie A.

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Corrado Franco

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