Sampdoria-Bari è agli archivi e lo 0-0 maturato sul campo, deve essere assolutamente considerato come un punto di partenza per la risalita in un campionato iniziato, di nuovo ad handicap per i blucerchiati, l’anno scorso il -2 di penalità, quest’anno solo 2 punti raccolti su 12 disponibili, ma di certo il percorso intrapreso dalla Samp di Manfredi, Accardi e adesso Sottil, va analizzato.
Il tecnico piemontese, arrivato il giorno prima del match contro i pugliesi, tatticamente ha potuto fare solo qualche accorgimento, ma nulla di più, la formazione era sicuramente più lineare, dal 3421 al 352, ma i primi 15 minuti hanno presentato i soliti problemi difensivi. Dopo il rosso di Vulikic però, il mister ha avuto il merito di sistemare meglio la squadra e non andare in balia degli avversari. Nemmeno il rigore concesso da Maresca, arbitraggio pessimo il suo, dopo l’ennesima review avversa alla Samp, la quarta su quattro quest’anno, ha cambiato l’esito, ma anzi è servita a Vismara, troppo presto criticato, di riscattarsi alla grande e far vedere che la stoffa c’è.
Ma è proprio dopo il rosso che si è vista una Samp da battaglia che è rimasta fino alla fine con due punte e che dietro ha concesso il minimo sindacale, essendo in 10, creando comunque tre palle gol nitide. Al momento questo possiamo chiedere e vedere, impegno, corsa, intensità, solidità ed estirpazione della costruzione dal basso esasperata che di certo non è nel dna di Sottil.
Il tecnico avrà ora 15 giorni per metterci del suo, ma su alcuni aspetti dovrà fare un lavoro extra. Sicuramente la preparazione fisica ormai è stata ultimata e quindi per rendere la Samp più intensa, scattante ci vorrà un lavoro diverso e finalizzato all’esplosività. Diverso anche l’approccio tattico, ieri il portiere non è stato mai coinvolto, c’è stata una ricerca più veloce della verticalità, con due bocche di fuoco come Coda e Tutino che devono giocare vicine. Infine il sistema di gioco, Sottil ha sempre usato un 352, adesso dovrà capire se insistere o passare a quattro. Sottil predilige però tre centrali stretti, esterni di gamba e passo, un regista mobile e due mezzali con caratteristiche inverse, uno più dinamico, portato all’inserimento, l’altro più fisico. Dovrà trovare la quadra per capire se Bereszynski può fare il braccetto destro, Romagnoli con una organizzazione difensiva più studiata, possa soffrire di meno, in alternativa Ferrari e scegliere tra Veroli e Vulikic. Ci sarebbe anche Riccio che a Modena non aveva fatto male e potrebbe insidiare Bereszynski. Sugli esterni c’è abbondanza, Venuti e Depaoli a destra, Barreca può dare il cambio a Ioannou e poi c’è Giordano. Nel reparto centrale invece, bisogna trovare la giusta alchimia. C’è un Kasami da rimettere al centro del progetto, un Bellemo da sfruttare come regista mobile, con Yepes da backup, ma non solo. Benedetti e Akinsanmmiro possono essere quelle mezzali dinamiche e di inserimento da sfruttare e Meulensteen quell’incontrista intelligente che in B serve sempre. Senza dimenticare Vieira, Ricci e Girelli.
Davanti infine, il Doria ha la coppia goal più forte. Sekulov può esplodere e Borini ritagliarsi il suo spazio, senza dimenticare un Pedrola nuovo di zecca. Volendo Sottil può variare l’assetto in base al tipo di partita che si vuol fare. Tutino oltre che con Coda, può giocare pure da riferimento centrale e avere i due esterni larghi
Il tempo è dalla parte del mister adesso, ma dopo la sosta, Cosenza, Sud Tirol e il derby di coppa messo a metà settimane di fine settembre, saranno già tre esami.
Di certo si riparte dallo zero nella casella gol subiti, finora nelle precedenti 20 partite casalinghe di B, solo 4 volte la Samp non aveva subito goal. È un piccolo passa avanti ma da questo bisogna ripartire per risalire la corrente e sfruttare la spinta dei 19,400 abbonati.
Certamente Manfredi ingaggiando Accardi ha lanciato un segnale e il DS, dopo un mercato positivo con la ciliegina Silvestri ha avuto un ruolo importante nella scelta dell’esonero e del nuovo tecnico. Ai posteri l’ardua sentenza se la strada della Samp adesso è quella giusta.
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