A poco meno di 4 giorni dall’inizio del Campionato, cresce l’entusiasmo per l’esordio della Samp a Frosinone.
Un campionato che si appresta ad essere sempre più difficile rispetto allo scorso anno e che vedrà la Samp pronta a lottare per tornare in Serie A, con una corazzata messa a disposizione da Pietro Accardi che sta facendo paura alle avversarie.
Ecco perché la nostra Redazione in esclusiva, ha voluto contattare per l’occasione Sergio Volpi, ex centrocampista e capitano della Sampdoria, di quella Sampdoria che con una corazzata fu promossa in Serie A nel 2002.
Fu acquistato a 28 anni e a portarlo in blucerchiato, in Serie B, nell’estate 2002, è ancora una volta il Direttore generale Beppe Marotta, cui il presidente Riccardo Garrone aveva affidato il compito di costruire una squadra per la risalita nel massimo campionato.
Volpi si convinse soprattutto per la presenza dell’allenatore che più di tutti lo ha valorizzato, Novellino, approdato sulla panchina della squadra: realizzò 8 goal in 35 presenze ed è uno dei giocatori più importanti della squadra che ottiene il 2° posto finale ed è promossa in Serie A.
Per Volpi, fu la terza promozione in carriera, che arrivò matematicamente alla quartultima giornata con la vittoria casalinga per 3-1 sul Cagliari.
Ecco perché chi meglio di lui conosce la Samp e il campionato di Serie B.
Ciao Sergio, intanto grazie da parte mia e di Blucerchiati per la tua disponibilità.
“Grazie a te Paolo, al Direttore Luca e a tutta la vostra redazione”.
A poco meno di 4 giorni dall’inizio del campionato di Serie B, che Sampdoria ti aspetti?
“Allora, ho visto la partita con il Como. Io ho visto una buona Samp, che rispetto allo scorso campionato ha dei giocatori che conoscono e sanno cos’è la Serie B. Lo scorso anno secondo me c’erano molti giovani alla loro prima esperienza importante e probabilmente hanno trovato delle difficoltà, come è giusto che sia. Il giovane deve sbagliare, deve crescere e deve fare esperienza. Quest’anno mi sembra che ci siano giocatori con molta più esperienza, e soprattutto che conoscono la Serie B. Questo è un vantaggio sicuramente.”
L’arrivo di Accardi ha trasformato la Samp, all’esordio con il Como solo 2 erano i giocatori presenti la scorsa stagione, c’è aria di rivoluzione?
“Hanno cambiato molto anche perché l’anno scorso molti giocatori erano in prestito. Quest’anno invece hanno acquistato dei giocatori. E come ha detto Pietro hanno creato un patrimonio per la società e questa è una cosa molto positiva. Poi ti ripeto, secondo la Sampdoria quest’anno, con gli inserimenti di giocatori che conoscono la Serie B, non dico che è a favorita perché poi nel calcio non è mai niente scontato. Ma è una squadra sicuramente che deve stare li in alto perché ha un attacco potenzialmente fortissimo. La difesa è buona. A centrocampo mi ha impressionato molto Akinsanmiro, e dunque secondo me ci sono molte alternative e questo è un bene. Il campionato di Serie B è molto lungo e difficile.”
Hai giocato insieme ad Accardi dal 2006 al 2008, che ricordi hai di quel periodo?
“Era un ragazzo che arrivava dal Palermo. Arrivava da un infortunio al ginocchio. Un ragazzo eccezionale, un bravo ragazzo, buon giocatore secondo me che alla Sampdoria ha fatto bene. Dopo l’infortunio che aveva subito è rientrato e ha fatto bene. Come direttivo sportivo poi credo che i risultati che ha ottenuto a Empoli parlano per lui. C’è poco da dire su Pietro se non cose positive. “
L’Accardi Giocatore e l’Accardi Ds, quali analogie e differenze trovi a distanza di 16 anni?
“Credo che la forza di Pietro sia quella di conoscere il calcio, di conoscere i giocatori perché l’ha dimostrato in questo calciomercato che è andato a prendere tutti giocatori che conoscono la Serie B. E che hanno vinto anche dei campionato di Serie B, Coda, i tre del Como, tutta gente con una certa esperienze e personalità. Dunque c’è poco da dire sul lavoro di Pietro se non che ha fatto un’ottima squadra e credo che il suo modo di essere silenzioso, anche nello spogliatoio non è che facesse chissà che casino, però quando c’era da dire qualcosa la diceva a modo suo, tranquillo e sereno, e credo che questa sia la sua forza. Ma soprattutto quella di conoscere il mondo del calcio. Poi ad Empoli, ha lavorato bene, lo hanno fatto crescere e lo hanno lasciato lavorare in tranquillità ottenendo grossi risultati.”
Che analogie trovi tra la Samp attuale e quella del 2002 che arrivò seconda e promossa in Serie A?
“Secondo me quella del 2002 era una squadra, diciamo, già pronta ad affrontare anche un eventuale Serie A. Se la Samp del 2002 non avesse fatto la Serie B ma avesse giocato in Serie A, quella squadra con quei giocatori li avrebbe fatto una Serie A di tutto rispetto. Turci in porta, Flachi, Bazzani. Eravamo una squadra molto ma molto forte, eravamo completi in qualsiasi reparto. Quella di quest’anno secondo me è una squadra forte, davvero forte, però in costruzione. Io sono molto legato a quella squadra del 2002, ma mi auguro però che la Samp vinca tutte le partite e perda solo l’ultima.”
Pirlo è l’uomo giusto con questa squadra messa a disposizione?
“Secondo me si. Secondo me l’allenatore conosce l’ambiente dopo un anno difficile lo scorso anno ma dovuto agli infortuni e ai problemi societari. Io credo che quest’anno con l’organico che ha a disposizione deve far si che la squadra sia protagonista ma io credo che ci siano tutte le possibilità che questa squadra lotti per il vertice. Vincere poi è sempre difficile, soprattutto in Serie B.”
Quale giocatore sarà determinante secondo te?
“Dire Coda e Tutino penso che sia scontato pero ripeto che Akinsanmiro, questo ragazzino sarà la sorpresa del campionato. La personalità che ha dimostrato contro il Como mi ha impressionato e mi auguro delle belle sorprese come tutta la Sampdoria.”
Sergio, tu hai lasciato un segno profondo nei ricordi dei tifosi sampdoriani e nella storia della Samp. Ma anche la Sampdoria ha lasciato in te il suo segno. Un amore indelebile. Che ricordi ti porti nel cuore?
“I ricordi che ho, in quei 6 anni che ho fatto alla Samp, son tutti positivi. Però se devo sceglierne uno, credo che il giorno della promozione in Serie A con il Cagliari sia quello più bello. Quella promozione la davano tutti per scontata però non era cosi semplice conquistarla secondo me anche se avevamo una squadra forte e di categoria superiore. Però quando poi arrivi allo stadio, in quella giornata li con lo stadio pieno, ti gasi e senza dubbio ti porti dentro questa emozione fortissima. I ricordi più belli che ho su tutto, ma se poi dovessi scegliere altri, beh le 3 vittorie nei Derby nel 2002, quello rimarrà per sempre indelebile.”
Cosa auguri alla Samp e ai suoi tifosi?
“Mi auguro che siano protagonisti quest’anno e che si tolgano le soddisfazioni che questo pubblico merita. E che la Samp ritorni a frequentare altri palcoscenici diciamo tra virgolette più importanti rispetto alla Serie B, senza nulla togliere. Il nome Sampdoria però porta già a pensare alla Serie A e non alla B. Spero che nel più breve tempo possibile possa ritornare in Serie A. E quello che gli auguro.”
Grazie ancora per il tuo tempo dedicato a noi e a me che da tifoso prima e caporedattore oggi è stata la realizzazione dei miei sogni farti questa intervista.
“Grazie a te Paolo, quando vuoi. Ti auguro una buona giornata e un saluto a tutta la redazione di Blucerchiati.net.”
Paolo Bardetta
RIPRODUZIONE RISERVATA PREVIA CITAZIONE FONTE BLUCERCHIATI.NET.
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