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“Il Buongiorno filosofico di Paolino”: Una Samp formato “Epitteto…La pazienza è la virtù dei…Blucerchiati

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“Nessuna grande opera viene creata in un instante, nemmeno l’uva, nemmeno i fichi. Se ora mi dici “Voglio un fico”, ti rispondo: “Ci vuole tempo”. Lascia innanzitutto che vengano i fiori, poi che si sviluppino i frutti e, poi, che maturino.”

Scriveva cosi il grande Epitteto, filosofo greco, esponente dello stoicismo di epoca romana e vissuto tra il  50-55 d.C. sino al 120-130 d.C.

Una frase carica di significato che dopo secoli e secoli di storia è del tutto attuale e in linea con i pensieri dell’epoca moderna e contemporanea, soprattutto in quella nostra appunto quando si ha fretta, quando non si ha la forza e la pazienza di aspettare che il tempo maturi tutte le realtà che ci circondano.

Una frase che non lascia il tempo che trova ma che con la metafora dell’uva matura, dei fichi, lascia invece spazio a un interpretazione classica di uno stato d’animo, il nostro, sempre alla ricerca frenetica di “risultati” positivi per appagare la nostra “anima calcistica”.

Perché è proprio il tempo quello che sempre ci frega, viviamo sempre cosi talmente di fretta che non abbiamo nemmeno “il tempo” appunto di fermarci e aspettare che “maturi” quanto di più grande desideriamo.

Mio nonno diceva sempre “Paolino quannu ‘u piru è maturu cari sulu” che letteralmente significa “quando la pera é matura cade da sola”, beh anche mio nonno in realtà un po’ filosofo lo era, nel senso che mi voleva e mi ha trasmesso, con questi proverbi, che col passare del tempo tutte le situazioni si chiariscono da sole, e forse devo a questi insegnamenti la mia pazienza, perseveranza e tenacia nell’attendere che la luce schiarisca le ombre.

Ecco perché la vittoria di ieri contro la Feralpi della nostra Cara e Amata Samp, non è stata casuale, banale, fortuita, ma è stato frutto di una maturazione che passo dopo passo sta trovando la sua giusta collocazione.

Non sto cantando vittoria come del resto non ho cantato sconfitta quando la situazione stava precipitando, ma consapevole che gli ostacoli saranno sempre alla portata, sono sicuro che solo con la pazienza, con la forza nel lavoro, con la perseveranza di andare contro tutte le difficoltà infortunistiche del caso, e con la resilienza che ormai ci appartiene, raggiungeremo i nostri obiettivi.

Capisco che, come i bambini nei confronti delle loro prime gioie, vorremmo avere tutto e subito, lo vorrei tanto anche io, ma in una fase come la nostra avere pazienza è l’arma in più, è quello “status quo” che ci identifica come Sampdoriani.

E quando vedo vittorie di carattere, di gruppo, di forza come quelle di ieri beh mi sento sempre più orgoglioso e fiero di essere Sampdoriano.

Non faccio calcoli, non ne ho mai fatti e mai li farò, quelli li lasciamo fare ad altri, ma la situazione di classifica attuale ci permette di poter fare tante considerazioni e la prima è proprio quella del “non bisogna mai dare nulla per scontato”.

E’ vero che le vittorie ti fanno vedere tutto con degli occhi decisamente festosi, ma bisogna avere il coraggio e la pazienza di vedere le stesse cose anche dopo una sconfitta, perché i nostri ragazzi che scendono in campo sono sempre gli stessi, guidati da una Persona con la P maiuscola che conosce ogni aspetto e dettaglio del loro animo, e se non erano brocchi prima non saranno fenomeni adesso.

Loro sono semplicemente parte integrante di una Sampdoria, la nostra, che con tenacia sta lottando per trovare finalmente il suo equilibrio.

E la prestazione di Verre di ieri è dimostrazione di quanto il tempo possa dare le risposte.

Abbiamo letto di tutto nei suoi confronti, come in quelli dello stesso De Luca che tra l’altro, partita dopo partita, si sta togliendo tanti sassolini dalle scarpe nei confronti di chi magari lo ha chiamato “scarparo“, offendendo in realtà chi fa veramente questo mestiere.

Ecco, come detto e ridetto sempre, di sconfitte e di vittorie ce ne saranno tante e tante altre ancora, ma non cadiamo nella trappola del tifoso qualunquista che persino si permette di criticare e soprattutto offendere i giocatori e chi con amore sta tifando la squadra del proprio cuore specialmente in momenti difficili come questi, proprio come ci è stato insegnato dal nostro Padre Paolo Mantovani.

“I tifosi della Sampdoria hanno perso a Wembley e hanno cantato, hanno visto andare via Vialli e hanno cantato. Finché i tifosi della Sampdoria canteranno non ci saranno problemi per il futuro.”

Ecco, anche il nostro Presidente un po’ filosofo lo era, perché questa frase è diventato un paradigma trasmesso di generazione in generazione.

La Sampdoria, i suoi giocatori, il suo staff, hanno bisogno di noi, quando vincono e soprattutto quando perdono.

Ci vuole solo pazienza, tenacia e perseveranza ma solo remando tutti dalla stessa parte riusciremo a rendere reale una massima di Paulo Coelho:

“Un guerriero non può abbassare la testa, altrimenti perde di vista l’orizzonte dei suoi sogni.” 

Forza Samp

Paolo Bardetta

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Paolo Bardetta

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