Nell’ambito delle indagini sulla gestione finanziaria della Sampdoria, durante la presidenza di Ferrero (potete leggere qui il pezzo che avevamo anticipato a luglio) la Procura di Genova ha convocato una serie di professionisti, tra cui avvocati, commercialisti e revisori dei conti, i cui computer contengono informazioni molte riservate.
Il motivo di questa convocazione riguarda in particolare alcuni ex membri del consiglio di amministrazione durante appunto come chiarito la presidenza di Ferrero.
Tutti gli indagati, compresi i loro avvocati difensori, sono accusati di varie violazioni, tra cui «false comunicazioni sociali, emissione di fatture per operazioni inesistenti e dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture fittizie in relazione a compravendite di calciatori». L’obiettivo della convocazione è esaminare il materiale informatico in un processo di selezione compiuto «in contraddittorio per atti non ripetibili».
Il vasto volume di tutti i documenti telematici, file, foto, delibere, mail e posta certificata è stato sottoposto a copie forensi, con l’intento di analizzare, confrontare e incrociare i dati raccolti.
Vista soprattutto la complessità dell’operazione la Procura e gli investigatori del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria hanno utilizzato il sistema computerizzato noto come “Bestia” impiegato nelle indagini sul crollo del Ponte Morandi, acquistato dalla Nuix di Londra ed è stato il primo ad essere utilizzato in Italia dalla Guardia di Finanza.
L’inchiesta ha lo scopo di smascherare l’immensa galassia delle plusvalenze e delle fatture false, in particolare le operazioni di cessione dei calciatori tra club a partire dal 2018 (compresi i 7 transitati dalla Juve alla Samp, e viceversa).
È giusto segnalare, come già detto in passato, che vi è uno stretto collegamento con l’inchiesta della Procura di Paola sul fallimento di alcune società legate a Massimo Ferrero. Ovviamente per questa situazione la Samp è parta lesa. È giusto precisarlo.
Le indagini della Guardia di Finanza hanno rivelato presunte violazioni, inclusi falsi in bilancio, truffa allo Stato e malversazione di fondi pubblici (Prestito Sace durante il COVID-19) utilizzati per sanare debiti delle case cinematografiche di Ferrero a Roma.
Il filone genovese delle indagini coinvolge principalmente la gestione durante la presidenza di Ferrero, con il coinvolgimento anche dell’ex vice presidente Antonio Romei e di Alberto Bosco, attualmente ancora operativo nella società. Tutti e tre sono oggetto di indagine. Il fascicolo della pm si è arricchito di altri nomi, e lo scorso luglio sono stati emessi decreti di perquisizione e sequestro, coinvolgendo anche istituzioni finanziarie a Milano e Roma.
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