Andrea Mancini parla ai taccuini dell’edizione odierna de Il Secolo: “Sono convinto – spiega – che riusciremo a allestire una buona squadra, competitiva. Condividiamo tutto. E poi secondo me più la situazione è complicata e maggiori possono essere le soddisfazioni per un lavoro ben fatto. Di calciatori in giro per il mondo ce ne sono tanti, è bello pagarli poco e poi valorizzarli. La Sampdoria ha dato tanto alla mia famiglia. Mio padre ha vinto un campionato e delle coppe, è andato in finale di Coppa dei Campioni, è stato il capitano, per me la Samp è una seconda pelle. Ho una enorme voglia di dare il mio contributo per farla tornare dove merita. Mio papà, quando ha saputo che sarei andato alla Samp, era contento ed emozionato. Per lui la Samp è casa. È come se fosse tornato a casa lui, anche se poi ci abito io”.
E poi continua: “Partiamo già da una buona base di calciatori e quindi siamo già un passo avanti. E poi, cerchiamo. Nel mondo ci sono tantissimi talenti, basta conoscerli. Quelli forti possono uscire ovunque. Della Georgia non parlava nessuno prima di Kvaratskhelia. Il mercato è ancora lungo e offrirà occasioni”
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