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Lanna: “Tanta paura. Ora solo il sereno. Cda confermato sino al 31 dicembre”

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Lunga intervista rilasciata dal Presidente Marco Lanna ai taccuini dell’edizione odierna de “La Repubblica”.

Presidente Lanna,ora che è tutto  finito, sia sincero: la Sampdoria quanto ha rischiato?

“Tantissimo. Per questo il sollievo è cosi grande, la felicità incontenibile. Inutile girarci intorno:siamo stati a un centimetro dal portare i libri in tribunale. E sarebbe stato un disastro epocale”.

Il salvataggio alla fine è arrivato. Ma quanto è stata dura l’intera vicenda?

“Un’impresa.Vuole ridere? Piu ardua dello scudetto. La c’era un presidente meraviglioso come Paolo Mantovani, un allenatore straordinario, a cui io per esempio devo tutto, come Boskov, una squadra forte,con giocatori
immensi, sarebbero da citare tutti, me ne consenta uno solo, l’eterno Gianluca Vialli.La c’era la storia in campo, pronta a fare la storia sul
campo, con un trionfo che non sarà mai dimenticato. Qui invece c’erano uomini spesso soli, con la loro tenacia, ma pure con le loro fragilità, immersi in una situazione allo
sbando, pericolosissima. Si fa presto a dire, la Sampdoria è un patrimonio di Genova, non puo sparire, io stesso lo ho affermato tante volte, ma se poi accade? Se non arrivano persone
come Manfredi e Radrizzani che credono in questo club, nella sua storia, nei colori, nella maglia, ma soprattutto, me lo lasci dire, nei suoi
tifosi, eccezionali come entusiasmo, capaci di essere sempre in più di 20 mila allo stadio, a vedere, a incitare, a cercare di spingere una squadra che non vinceva mai? Io ho avuto
tanta paura ed è il motivo per cui ora non ce la faccio a smettere di gioire. E le dico che sono tantissime le persone da ringraziare, se tutto è
finito bene”.

Faccia dei nomi.

“I tifosi, l’ho già detto. La Sud. Ma pure la Nord, tutti i settori dello stadio. I dipendenti, gente che per mesi non ha preso un euro e non ha saltato un giorno di ufficio. I fornitori. Molti erano anche tifosi ma cosa c’entra? Ci hanno dato una
grossa mano. Senza le loro rinunce, il castello sarebbe crollato. Citi anche i consulenti, legali, fiscali. Chiudevano la luce della sede all’una di notte e alle sette e mezza del giorno dopo erano di nuovo lì. E poi il Cda, tutto, nessuno escluso,
anche io d’accordo, ma Bosco, Panconi, Romei, in ordine alfabetico, senza fare torto a nessuno. Ce l’abbiamo messa tutta, a volte tremando, ma sempre con tenacia ed entusiasmo. Lo ammetto,
sa quante volte ci guardavamo e dicevamo: e se salta tutto per aria? Ricordo marzo, mese durissimo. Ma non ci siamo mai arresi, mai un
passo indietro o di lato. E la Samp è ancora viva”.

E lei però si prenda qualche merito.

“Non mi piace, non me ne attribuisco mai. Si era persa un po’ di sampdorianità, io forse l’ho riportata, ricostruendo un ponte fra la società e la tifoseria, fra la città e la squadra. Questo sì, posso dirlo, come sono felice di aver riportato alla luce certi valori che ci ha insegnato Paolo Mantovani, un faro per me, e che rappresentano la strada maestra anche per il futuro, una cosa da cui la nuova proprietà, mi permetto di suggerirlo, non potrà prescindere. La Sampdoria deve vivere nello spirito di Paolo Mantovani e nell’inconfondibile stile che lui ha creato”.

La Samp al centro del villaggio. Merito suo.

“Guardi, le rispondo così: la gente mi ferma per strada, mi ringrazia, mi abbraccia e questo mi fa felice e mi riempie d’orgoglio. La riconoscenza
mi appaga di ogni cosa”.

Su Radrizzani e Manfredi?

“Manfredi e Radrizzani, loro decideranno. Hanno tutto il diritto di farlo, senza condizionamenti. Vanno aiutati, se hanno bisogno noi del Cda siamo pronti a dare suggerimenti, ma le strategie sono compito loro, ogni loro decisione, almeno da parte mia, sarà accettata con serenità. Intanto come Cda siamo stati riconfermati sino al 31 dicembre e non è poco. Cerchiamo di far fruttare al massimo questi sei mesi, poi si vedrà. C’era paura, ora solo sereno”.

La Samp può guardare al futuro con fiducia?

“Si”.

 

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