Ecco le parole di Stankovic in conferenza stampa.
Stasera ha fatto scelte diverse, sta lavorando sulla convinzione della sua squadra?
“Le scelte non possono esser sempre le stesse, quando giochi contro una squadra veloce e fisica devi scegliere chi può reggere l’urto, chi può rispondere in campo. Sono contento di come hanno reagito, di come hanno risposto in campo. I gol li abbiamo subiti su calcio piazzato e su palla lanciata da sessanta metri: abbiamo fatto una bella dormita, preferivo subirlo in contropiede quel gol perché sono cose su cui abbiamo lavorato. Ai ragazzi posso rimproverare solo la concentrazione, ma mi porto tante cose positive a casa: siamo vivi, non ci siamo sciolti dopo i gol subiti. Mi dispiace soprattutto per il 2-0, andando all’intervallo sull’1-0 sarebbe stato diverso. Eppure non ci siamo sciolti comunque”.
Vedendo questa Inter, è all’altezza di Napoli e Milan?
“Abbiamo giocato contro una squadra che lotta lo scudetto, io la vedo lì. Hanno passato un periodo difficile, ne sono usciti perché sono bravi. Lottiamo per obiettivi diversi, ma l’atteggiamento mi è piaciuto, mi sono piaciuti l’intensità e il coraggio di rischiare delle giocate. Potevamo segnare un gol, forse meritavamo di farlo: le scelte sono alla base della partita, anche il ragazzo che è entrato è un giovane: Quagliarella si è fatto male l’altro ieri, Caputo l’ho visto un po’ stanchino, è giusto dare l’occasione a un ragazzo della Primavera”.
Nella sua Sampdoria ci sono giocatori di qualità che però non sembrano avere la grinta che aveva lei in campo. Che tipo di lavoro deve fare per tirare fuori da loro qualcosa in più?
“Io vedo il bicchiere mezzo pieno, guardo dall’altra parte e sono qua da oltre 20 giorni: io dico che c’è miglioramento, anche sui punti che ha evidenziato lei. Siamo lontani da dove dobbiamo essere, io ci credo e non mi abbatto. Da stasera porto un paio di certezze e so dove siamo mancati, è facile dirlo ma non voglio dirlo. Ci credo e non mi abbatto, cerco di trasmettere positività: so per cosa stiamo lottando e per cosa lotta l’Inter, c’è una bella differenza. Ma su certe cose adesso facciamo cose che prima non facevamo. Abbiamo accettato l’uno contro uno contro giocatori di livello internazionale, dobbiamo entrare nello specifico: è semplice sottolineare che siamo stati pochi in attacco, ma abbiamo giocato contro una squadra bella tosta, che sa tirarti fuori energie e sa arrivare davanti all’area in pochi secondi da quando ti ruba il pallone”.
Barella le ricorda qualcuno del suo calcio?
“È un campione, è un nazionale italiano e quando si è messo a correre e lottare è uscita tutta la sua qualità. È un campione”.
Davanti c’è un po’ di leggerezza?
“Io ai ragazzi chiedevo di mettere più cross, anche le respinte dei cross non portano a ripartenza. Invece se arrivi lì e cerchi il filtrante te la rubano e ripartono. Dobbiamo essere più cattivi, mettere una palla bella tesa dentro l’area di rigore, dove eravamo con 2-3 uomini e anche questo è un miglioramento. Adesso giocando con un rischio calcolato ci arriviamo, poi ti arriva una bomba in testa come l’1-0 e lo subisci. Io non accetto il secondo gol, è quello che non accetto. Abbiamo cercato di fare del nostro meglio, su qualsiasi punto di vista, però concentrazione e coraggio devono arrivare. E parlo soprattutto delle palle inattive. Dobbiamo essere più furbi, metterci davanti al pallone quando c’è un fallo, così non lanciano palla scoperta. Ci sono cose su cui possiamo migliorare tantissimo, ma mi porto un paio di certezze da Milano”.
Quagliarella come sta?
“Farà accertamenti lunedì, una risonanza. Mi hanno detto che è un suo vecchio problema all’adduttore, vediamo”.
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