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Gabbiadini uomo derby, Candreva leader assoluto, Ekdal sontuoso, ma i voti sono alti per tutti in un derby senza storia

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Audero 6 – Spettatore per tutto il primo tempo, nella ripresa deve svolgere un po’ di lavoro in più (compreso schivare i fumogeni lanciati in campo alla fine) ma è sempre attento. Sul gol di Destro non ha colpe

Bereszynski 7 – Spinge e tampona facendo un grande lavoro in collaborazione con Candreva sulla catena di destra. Prestazione eccellente.

Dragusin 6 – Entra nel finale e dà il suo contributo.

Yoshida 7 – Gara senza sbavature per il giapponese che vince praticamente tutti i contrasti.

Colley 7 – Padrone della difesa gioca sempre d’anticipo concedendo poco o nulla. Il solito gigante.

Augello 7 – Annulla Ghiglione è in fase di spinta non si risparmia mai.

Candreva 7,5 – Un assist decisivo e un palo. Consueta prestazione da leader anche se nel finale perde qualche pallone di troppo.

Askildsen s.v.

Ekdal 7 – Fa girare la squadra fa par suo. Quando è un condizione è un giocatore fondamentale.

Silva 7 – Gioca d’esperienza facendo valere il suo tasso tecnico.

Thorsby 6,5– Solita gara tutta cuore e polmoni per il norvegese che va a pressare chiunque capiti dalle sue parti. Unico neo il consueto cartellino giallo davvero evitabile.

Chabot 6 – Entra bene in partita lottando nel convulso finale.

Caputo 7 – Spreca il gol del raddoppio nel finale del primo tempo ma rimedia nella ripresa facendosi trovare pronto sulla corta respinta di Sirigu dopo la conclusione a botta sicura di Candreva.

Gabbiadini 8 – Ancora una volta è l’autentico uomo derby blucerchiato. Segna il primo gol con un preciso colpo di testa in area e mette in ghiaccio il risultato con quello del 3-1 con una conclusione dalla distanza con la complicità di una deviazione esultano dalla panchina visto che era stato sostituito subito prima della Var review. Chiamatelo Gabbiaderby.

Verre 6 – Rileva Gabbiadini e sfiora il quarto gol con una bella iniziativa personale.

D’Aversa 7 – Stravince il derby dopo una settimana che definire da incubo è un eufemismo. Arretra un po’ troppo il baricentro nel finale con qualche cambio discutibile ma questo non inficia il suo personale trionfo su Schevchenko.

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Luca Podestà

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