La Federcalcio ancora non ha approfondito la vicenda legata all’arresto di Ferrero e alla Sampdoria.
Secondo quanto riportato da Il Secolo XIX, fino a questo momento Massimo Ferrero è coinvolto in indagini esclusivamente condotte dalla giustizia ordinaria.
Ma anche la Federcalcio sta seguendo a distanza l’evolversi della situazione con le antenne dritte.
Federazione che peraltro non si è mai voluta esporre spontaneamente, e nemmeno rispondere alle domande, sulle valutazioni giuridiche che l’hanno portata ad accettare la collocazione della Sampdoria in un trust.
Al momento non risulta che sia stato aperto alcun fascicolo da parte della Procura Federale sulla Sampdoria, ma è scontato che la giustizia sportiva prenderà contatti con quella ordinaria, per valutare se siano state commesse infrazioni. Non a caso i riferimenti alla squadra, sebbene non direttamente collegata ai reati dei quali è accusato di Ferrero, sono considerati dagli inquirenti uno degli elementi da approfondire di più.
Ma cosa potrebbe rischiare la Samp?
Al momento, in base a quanto è già uscito pubblicamente sui giornali o online, ci sarebbe in particolare un passaggio che avrebbe richiamato l’attenzione della Procura Federale.
Riguarda una intercettazione del 18 novembre del 2020, al telefono Gianluca Vidal e Andrea Diamanti, manager di fiducia del gruppo Ferrero. L’argomento sono le somme di denaro che dovrebbero andare a tacitare le situazioni delle quattro aziende cosiddette “calabresi”. Diamanti parla di due versamenti da 125.000 euro che riguarderebbero nel dettaglio le società Blu Cinematografica e Blu Line e di un termine di pagamento del 2 dicembre, «che Ferrero si è impegnato a fare».
La risposta di Vidal: «Adesso ho capito perché sta cercando di prendere i soldi dalla Sampdoria».
L’eventuale conferma della distrazione di quelle somme di denaro può essere foriero di guai per la società blucerchiata (anche in base alle ultime norme sulla responsabilità oggettiva si può andare da sanzioni economiche a punti di penalizzazione). Come ogni altro eventuale bonifico partito da Corte Lambruschini e che si scoprisse coinvolto nelle indagini di qualunque azienda della Galassia Ferrero.
Dalla società doriana, al riguardo, filtra tranquillità.
Però inoltre nel caso in cui Ferrero non riuscisse poi a dimostrare la sua innocenza, si andrebbe sicuramente a creare una collisione con il “codice etico” della società blucerchiata, documento aziendale che «definisce l’insieme dei valori e dei principi di condotta rilevanti per la Società». In particolare con il punto 1.2, rispetto della legge e delle normative vigenti, «La Società si impegna a condurre la propria attività nel rispetto delle normative comunitarie, nazionali ed internazionali, sia di natura civile che sportiva». E ancora: «Nessun comportamento contrario alle predette normative e al presente Codice, posto in essere dai Destinatari nell’esecuzione delle mansioni o degli incarichi affidati, anche se motivato dal perseguimento di un interesse della Società, può considerarsi giustificato, e comporterà l’adozione di provvedimenti sanzionatori da parte della Società medesima».
Lo riporta il Secolo XIX.
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