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Yoshida: “Da quando sono arrivato qui mi sento un giocatore migliore, ma anche un uomo migliore”

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Yoshida ha ripercorso la sua esperienza con la maglia Blucerchiata in una lunga intervista concessa ai microfoni di goal.com. Le dichiarazioni del difensore: “Sinceramente non conoscevo nulla. A parte gli scherzi, la Serie A è uno dei principali campionati europei e poi le grandi squadre partecipano alla Champions League, dunque conoscevo i principali giocatori. Della Sampdoria sapevo la storia, in particolare quella degli Anni ’90, dello Scudetto di Vialli e Mancini. Ma prima di venire ho chiamato il mio ex compagno al Southampton Gabbiadini per avere qualche informazione. In quel periodo, poi, non stavo attraversando un buon momento, giocavo poco e il nuovo tecnico al Southampton aveva fatto intendere di voler puntare sui giovani. Così ho colto questa opportunità e devo dire che ho fatto la scelta giusta”.

Ambientamento in Italia: “Innanzitutto, qui si mangia molto meglio che in Inghilterra e probabilmente anche meglio rispetto al Giappone. Il cibo italiano è spettacolare, poi le città sono stupende. Dopo un primo periodo di lockdown per Covid ora mi sto proprio godendo tutto. Io sono uno a cui piace scoprire cose nuove e adesso che ne ho l’opportunità, ne approfitto. Ho visitato posti stupendi come la Sardegna, Torino, le zone di Alba, Barolo, ho degustato vini buonissimi e mangiato benissimo. All’inizio è stato anche un po’ più difficile per via del fatto che non avevo la mia famiglia qui, perché loro erano rimasti in Inghilterra, ma da quando mi hanno raggiunto va veramente alla grande”.

Bilancio alla Samp: “Per me è un ‘viaggio’ eccezionale. Da quando sono arrivato qui mi sento un giocatore migliore, ma anche un uomo migliore, perché questa esperienza mi è servita molto a livello professionale, ma anche umano. Cercavo un posto dove potermi esprimere al meglio e, per farlo, avevo bisogno di giocare. Quando superi i 30 anni, se non giochi, invecchi ancor più velocemente. Ma qui in Italia, e a Genova, e alla Sampdoria in particolare, ho trovato molto di più. E’ tutto “amazing” davvero”.

Ranieri: “E’ stato fondamentale all’inizio avere un tecnico che mi parlasse in inglese, ma che conoscesse anche il calcio da cui provenivo, perché sapeva dove e come intervenire per farmi adeguare più velocemente al vostro calcio. E poi qui alla Sampdoria ci sono tanti giocatori stranieri, e quasi tutti parlano inglese, dunque avere qualcuno che all’inizio ci parlasse in una lingua conosciuta, è stato molto importante. Ora mister Ranieri è tornato in Inghilterra e sono felice che stia facendo molto bene, gli auguro davvero di continuare così perché è una persona speciale”.

Crisi superata? “No, assolutamente no, guai a pensarlo. E’ stata sicuramente una vittoria importante, ma noi dobbiamo continuare come se non ci fosse mai stata, perché la situazione di classifica non ci permette di rilassarci. Anzi. La cosa che mi è dispiaciuta è non aver potuto dare il mio contributo perché ero infortunato: questa è una cosa che mi dà davvero fastidio, perché so che è la società Sampdoria che mi paga e lo fa perché io giochi, dunque questo è frustrante per me ogni volta che accade. Per fortuna da quando sono qui non è capitato spesso e spero che capiti ancor più raramente in futuro. Perché il mio obiettivo è certamente andare ai Mondiali con il Giappone, ma voglio anche essere determinante qui alla Samp e aiutare la squadra a raggiungere i suoi obiettivi”.

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Paolo Bardetta

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