Morten Thorsby, ai microfoni di ultimouomo.com, ha rilasciato una lunga intervista, parlando prima della sua crescita professionale: “Non lo so. Prima non ero così forte, anche nell’Under 21 non ero così forte. Con Ranieri giocavamo tutte le palle lunghe su di me, direttamente dal portiere, spesso lanciavamo su di me, e dopo un po’ ho imparato a saltare al momento giusto. Perché questa è la cosa fondamentale, sono alto sì, uno e ottantotto, ma non altissimo, il punto è saltare al momento giusto”.
E poi ancora: “Da ragazzo ero più piccolo, non ero così forte nei duelli. Negli ultimi anni sono cresciuto e ho cambiato un po’ modo di giocare. Mi vengono in mente quei momenti in cui faccio molti duelli. In cui faccio un duello, poi un altro duello, in cui c’è una palla persa, la riconquisto… questo è il mio stile: energia, crederci, senza fermarmi mai. Quando mi riguardo giocare, sembro una cosa con tante braccia e tante gambe. Non sono fluido come un brasiliano, e questo forse è caratteristico anche di altri giocatori scandinavi. Ma a volte mi sento anche non capito come giocatore, perché posso fare molte cose buone anche in fase offensiva. Spesso non sembra che faccio le cose in maniera pulita, ma poi la palla arriva là dove volevo io.Provo ogni giorno ad imparare qualcosa. Devo diventare più stabile, più continuo, perché il campionato italiano non ammette errori”.
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