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Caputo: “Empoli? Dobbiamo interpretare la gara come una finale”

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Ciccio Caputo, ai taccuini dell’edizione odierna de La Repubblica, ha affrontato diversi argomenti a cominciare dalla sua esultanza: “Quando ho fatto quel gesto molte delle implicazioni del Covid 19 erano ancora poco conosciute, fu spontaneo e fece il giro di tutti i tg. Eravamo all’inizio del lockdown, volevo lanciare un messaggio positivo, ma, da padre di famiglia, era anche un modo per tutelare i miei figli. La situazione sembra sotto controllo. Dobbiamo però vaccinarci, più siamo e meglio è. Nella vita quotidiana è necessario continuare a usare tutte le precauzioni”.

Chiavari: “Esperienza bellissima, conservo solo ricordi positivi. Con il presidente Gozzi il rapporto è bellissimo. Ha capito la motivazione della mia decisione ed a distanza di tempo mi ha ringraziato. C’è una stima immensa”.

Esordio: “Grande emozione, cominciata quando siamo stati accolti, all’arrivo in pullman allo stadio, con cori e fumogeni. La Sampdoria ha una tifoseria pazzesca, è sempre stato un piacere giocare in uno stadio simile e ora ancora di più”.

Attacco della Sampdoria: “Come sempre. Gabbiadini lo conosco da avversario, lo vedo al campo, non mi sono ancora potuto allenare con lui. Con Torregrossa abbiamo un amico in comune. Quagliarella si presenta da solo. E’ un orgoglio giocare con Fabio, ma siamo tutti potenziali titolari. E’ D’Aversa che deciderà”.

D’Aversa: “Positivo per il risultato, ma sono arrivato in un momento particolare, tanti compagni erano assenti. Questa settimana siamo al completo, posso entrare meglio nei meccanismi previsti dal mister”.

Caputo: “Quella è la mia caratteristica, mi metto a disposizione della squadra. Voglio dare sempre un segnale positivo come atteggiamento. E’ una mia forza, la prestazione può venire o non venire, ma l’impegno massimale non deve mai mancare”.

Mondiali: “Come ho sempre fatto, vivo alla giornata e sono concentrato sulla Samp. Non serve fare programmi, conta il campo, devi migliorare ogni giorno, anche a 34 anni”.

Faggiano: “Mi hanno accolto benissimo. Ci tengo a ringraziare il presidente Ferrero, che mi ha trasmesso un entusiasmo pazzesco, sono qui grazie a lui. È bastata una parola: finalmente. Mi ha scoperto a Noicattaro, portato poi a Bari e Siena. Mi ha sempre voluto. C’è stima reciproca”.

Empoli: “In Toscana ho disputato due campionati importanti, abbiamo vinto la serie B e sono stato il capocannoniere. L’anno dopo non abbiamo centrato una grande impresa solo per sfortuna, ricordo la traversa colpita all’ultima giornata contro l’Inter”.

Andreazzoli: “E’ molto bravo, ha una bella idea di calcio che può mettere in difficoltà tutte le squadre, come ha dimostrato contro la Juve. Conosco bene l’ambiente dell’Empoli e prevedo una gara dura, guai a sottovalutarli. Dobbiamo interpretare la gara come una finale”.

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Paolo Bardetta

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