Il desiderio di rivedere il pubblico sugli spalti era talmente tanto che superava l’immaginabile, ma il sogno di stadi pieni e la realtà della prima giornata hanno fatto tornare tutti con i piedi per terra.
Come riportato da La Repubblica, nel giorno del ritorno dei tifosi più di 60 mila biglietti sono rimasti invenduti, quasi il 40% di quelli acquistabili. Era la prima volta, dall’inizio della pandemia, che gli stadi tornavano ad aprire le porte, seppure con capienza ridotta della metà.
Ci si aspettava senz’altro di più, si poteva fare decisamente di più società in primis con dei prezzi a portata di tifoso.
In totale, sono stati 113.665 contro i possibili 178.550 i ticket staccati per le sfide, con Olimpico e Dacia tra gli stadi più pieni in proporzione. Difficile sia solo colpa dell’avvio del campionato a una settimana da Ferragosto.
Un altro tema, infatti, è quello del prezzo dei tagliandi per poter assistere alle partite. Senza l’apertura di campagne abbonamenti, uno spettatore abituale sarà costretto in prospettiva a spendere molto di più per assistere a tutte le sfide della propria squadra del cuore.
Certamente siamo ancora alla prima giornata e si spera che nel prosieguo ci possa essere più compartecipazione sia da una parte che dall’altra.
Perché sarebbe comunque un controsenso aver lottato tanto per avere gli Stadi aperti e fare di tutto per lasciarli vuoti.
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