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Ranieri tra passato, presente e futuro. Sarà ancora blucerchiato?

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Che Claudio Ranieri abbia ridato vita a una squadra in forti difficoltà, plasmandola a sua immagine e somiglianza, riuscendo al trarre il meglio da ognuno dei suoi uomini, riteniamo che ormai sia tangibile e visibile agli occhi di tutti.

C’è chi parla addirittura di miracolo calcistico, se così si può definire. Ma noi riteniamo si tratti più di duro e paziente lavoro che alla fine porta sempre i suoi frutti.  La caparbietà, il coraggio, la disponibilità e soprattutto l’umanità di quest’uomo hanno fatto sì che la Samp, da gruppo di giocatori che si allenavano insieme per un impegno settimanale, diventasse di nuovo una “Famiglia Unita”, almeno sul campo, abile a risolvere i problemi, a sostenersi gli uni e gli altri, a incoraggiarsi in ogni attimo.

Questi sono stati gli ingredienti messi in campo dal mister e che hanno portato al raggiungimento dell’obiettivo insperato all’inizio del campionato.

Però chi di noi si ricorda quando Ranieri prese in mano la squadra?  Era il 12 ottobre del 2019 con i Blucerchiati ultimi in classifica, a soli 3 punti, e con la partita in casa contro la Roma da giocare 8 giorni dopo, poi finita 0-0. Lo stesso Ranieri se lo ricorda, infatti proprio ai microfoni di Sky Sport, al termine della gara contro la Juve, ha così commentato: “Io quando sono arrivato eravamo ultimi in classifica e la mia positività mi portava a giocarmi la serie A nell’ultima partita a Brescia. Invece ci siamo salvati con quattro partite di anticipo, devo dire che questi ragazzi sono stati meravigliosi, tra mille difficoltà come tutti quanti. Però sono contento e soddisfatto del lavoro che hanno svolto”.

Quello su cui però ha sempre puntato il tecnico dal giorno del suo arrivo è proprio sull’autostima dei suoi uomini, componente essenziale che era praticamente assente e che è stata difficile tirar fuori. Sempre Ranieri, ai microfoni di Radio Rai post Juve, lo ha confermato: “All’inizio ho cercato di ricreare l’autostima nei propri mezzi. Per cui ho cercato proprio di rendergli la vita facile, di giocare semplice e di trovare subito gli attaccanti. Poi piano piano hanno preso confidenza, fiducia e sono saliti sempre di più nell’autostima, nella confidenza, nella sicurezza di poter gestire la partenza dal basso, e anche stasera lo hanno fatto molto bene”.

Un lavoro dunque prima umano e poi tecnico. E non ci stancheremo mai di metterlo in risalto. Perché la fiducia, l’autostima, il coraggio, sono ingredienti difficili da recuperare. E solo attraverso l’umanità, l’umiltà, l’ascolto, la piena disponibilità, si posso ritrovare.
Questo è stato ed è Claudio Ranieri. È riuscito a recuperare prima gli uomini e poi i giocatori.

Infatti come lo stesso conferma ai microfoni di Sky: “Quando alleni una squadra così le soddisfazioni te le devi andare a prendere proprio con questi ragazzi che sono più sconosciuti e li aiuti a diventare calciatori. Sono ragazzi interessanti, hanno delle buone qualità. Augello per esempio è arrivato tardi in serie A, è un ragazzo molto valido, serio. Anche Bonazzoli, era patito bene con me, si era fatto male alla caviglia e ci ha messo tanto. È un giocatore sul quale si può fare massimo affidamento.”

Ecco perché un futuro sempre con lui al comando, può far dormire sonni tranquilli ai tifosi. Il suo contratto scade nel 2021, e si sta discutendo, come già anticipato, il suo rinnovo per un altro anno. Ai microfoni di Sky, il tecnico ha così risposto: “Io ho un contratto anche per il prossimo anno, ora poi si parlerà e vedremo. La Samp è sempre abituata a vendere e poi a reinvestire il 50%. Io non so quanti giocatori si debbano vendere e poi cosa si possa fare, ci si potrebbe fare poco. Non sta a me, io ho il contratto”.

Una risposta che senza dubbio va letta ma soprattutto interpretata bene, senza illazioni o fraintendimenti da “Bar dello Sport” per dirla alla Lino Banfi. Una scelta che non dipende esclusivamente da lui ma da altre componenti che sono essenziali per la crescita di una squadra.

Staremo dunque a vedere cosa succederà alla fine di questo interminabile campionato. Quali scelte saranno prese? Come si organizzerà la prossima stagione? Da quali forti basi si ripartirà? Sono tutte domande che ad oggi non hanno una risposta concreta.

Ma siamo sicuri che se il futuro sarà ancora con Ranieri, come dice lo stesso ai microfoni di Radio Rai: “Sarà bellissimo, impegnativo, ma a me piacciono queste sfide”.

 

 

Paolo Bardetta

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Redazione

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