Claudio Ranieri
E’ passato il primo mese della gestione Ranieri e si vedono i primi effetti della cura di Sir Claudio chiamato al capezzale della disastrata Samp di Di Francesco.
Il tecnico romano chiamato a fare ordine in una situazione di confusione tattica e mentale sta cercando di metterci del suo per portare la Samp in acque sicure ma la strada è lunga. Dopo un mercato estivo orchestrato da Ferrero che ha indebolito la rosa, dopo la fine della trattativa per la cessione societaria, quelle che sono rimaste sono macerie, ma non tali da valere una posizione in classifica del genere. Poi anche Di Francesco ci ha messo del suo con scelte contraddittorie che non hanno fatto altro che creare caos e mancanza di una linea guida, mancanza di credibilità in quello che si faceva. Cambi di modulo, cambi di formazioni continui fino alle scelte sciagurate di Verona, rinforzi invocati e mai arrivati quasi a voler depauperare il valore di chi già c’era valutato non adatto al 4-3-3 di Eusebio, insomma la scintilla tra la squadra e Di Fra non è mai scoccata, così Ferrero per salvare la barca che stava affondando ha pensato ad una persona dello spessore di Ranieri.
Per prima cosa l’eroe di Leicester ha messo ordine in difesa. Avanti tutta con la linea a 4 e sono arrivate 3 prestazioni in cui la Samp ha concesso poco agli avversari. La Roma tenuta in scacco, unica partita non vinta dai giallorossi in questo mese, due gol presi dal Bologna e uno dal Lecce, ma la sensazione di una maggiore solidità che con Di Francesco era utopia con 16 goal presi in 7 partite.
Dal centrocampo in su idee più chiare anche se non basta. Ranieri sta alternando il 4-4-2 al 4-3-1-2 ma deve ancora trovare la quadra specie per ciò che concerne la qualità da mettere in campo. Infatti, questa non manca tra Rigoni, Ramirez, Maroni, Caprari, ma anche nel reparto mediano con Ekdal, Vieira, Linetty e Bertolacci con Jankto cursore. Purtroppo però la mancanza di uno sviluppo collettivo sta pesando molto anche sulle prestazioni degli attaccanti. Quagliarella quest’anno ha le polveri bagnate, Gabbiadini non riesce ad avere continuità, mentre Bonazzoli ci mette un grande impegno e attaccamento, ma non può essere lui la soluzione dell’asfittico attacco blucerchiato.
Un’immagine poi è simbolo di queste dieci partite, il tacco fantastico di Quagliarella col Lecce che l’anno scorso sarebbe entrato così come quelli con Napoli e Chievo, quest’anno invece no, salvato sulla linea. Ma Ranieri non si abbatte forte delle sue sicurezze e della sua navigata esperienza. Da grande condottiero quale è sa che il vento può girare, ma la sua truppa deve crederci e trovare compattezza inseguendo situazioni ed episodi che possono far girare la stagione. Da Ferrara, lunedì con la Spal, parte un mese cruciale con anche le sfide ad Atalanta e Udinese. Il ruolino in casa in fin dei conti è in media con 5 punti in 5 partite considerando gli avversari (Lazio, Torino, Inter, Roma e Lecce), il problema è fuori con uno 0 nella casella punti che fa paura come le 5 sconfitte su 5.
La classifica però ora non va guardata, la squadra deve seguire con massimo impegno e fiducia Sir Claudio e siamo sicuri che le cose si sistemeranno. Tutti uniti per uscire da questi mesi di enorme difficoltà, solo così il Doria si potrà salvare.
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