Al secondo anno in blucerchiato, Omar Colley – intervistato quest’oggi dal Secolo XIX – è pronto a prendersi la difesa dalla Samp: “Mi sento bene, adesso conosco l’Italia. All’inizio è più difficile, dalla lingua alla tattica dovevo imparare tutto. Anche se già l’anno scorso penso di aver fatto il mio dovere”. Nuova stagione e nuovo compagno di reparto, che sarà Jeison Murillo in luogo di Joachim Andersen passato al Lione: “Bene con tutti e due. Andersen oltre che compagno in difesa è stato il mio primo compagno di stanza e mi ha aiutato a inserirmi. Ora ha fatto uno step nella sua carriera, farà la Champions. Bisogna sempre puntare a passi che fanno crescere.
Con Murillo formiamo una bella coppia: abbiamo caratteristiche diverse e ci troviamo bene. Per ora comunichiamo con l’istinto perché l’italiano, che parliamo male entrambi, a volte ci fa scherzi!”. Anche per il gambiano classe ’92, sono numerose le differenze riscontrate con il cambio di allenatore: “Giampaolo aveva il focus sulla difesa, Di Francesco più sull’attacco. Tutti e due bravi. Al mio primo anno è stato importante per me uno come Giampaolo: a volte è stata dura, ma mi ha insegnato tanto. Anche Di Francesco insegna molto, ma con più libertà. Ti senti più responsabile individualmente, con più opzioni di scelta nelle situazioni”.
Un Colley che non ha ancora trovato il suo primo gol in Italia: “È vero, e sono io il primo ad aspettarmeli (con la maglia del Genk furono 5, ndr). Quest’anno voglio difendere meglio e togliere lo zero alla casella ‘gol’. E sul tema c’è anche una sfida con Murillo, fermo restando che per il nostro ruolo è prioritario non far segnare l’avversario”. Importanti i cambiamenti nella vita privata: “Lo scorso anno ero solo, mia moglie era a Londra. Ora è qui e ho una bimba che adoro. Tornare a casa da loro mi riempie di gioia. E poi a Genova c’è il mare, non piove quasi mai, fa sempre caldo. Molto meglio del Belgio o dell’Inghilterra!”. Idee chiare sul futuro: “Quando arrivi in un posto nuovo, come Genova per me l’anno scorso, devi solo essere focalizzato sulla nuova esperienza e sul migliorare. È presto per parlare di altro, anche se ogni calciatore deve sempre ambire a crescere. Ma qui sto bene e penso solo alla Samp”.
Diego Baracchi
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