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Gazzetta dello Sport – La Samp è senz’anima

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La domenica bagnata di Marassi ripropone alcune lezioni che vale la pena ripassare. Primo: il possesso palla, di per sé, serve quasi a nulla. La Sampdoria ha chiuso con il 72,4% ma ha creato pochissimo e solo da fermo, meritando la sconfitta contro un Frosinone perfetto nell’interpretazione della gara difensiva che aveva preparato. Seconda lezione, collegata alla prima:la velocità è una componente essenziale, soprattutto contro difese schierate e… raddoppiate. Il Frosinone teneva corti e stretti i tre difensori e i cinque centrocampisti formando quasi una muraglia umana che, con una manovra lentissima e priva di movimenti senza palla, diventava impossibile da superare senza l’aiuto di un errore che non è mai arrivato. Terza lezione, collegata alle prime due: soprattutto in certe partite la tecnica dovrebbe dare una mano, ma se si fanno troppi tocchi in più prima di passare e se si insiste a giocare solo con il piede più educato, si perde tempo prezioso a vantaggio di chi difende.

PIANO B Detto ciò, le giornate storte capitano e la Sampdoria deve interrogarsi anche sulla difficoltà a far punti quando il gioco non scorre fluido. L’impressione è che manchi un piano B e forse Giampaolo nemmeno lo vuole: gli piace, comprensibilmente, vincere imponendo il suo bel gioco, ma per puntare all’Europa bisogna anche strappare qualche punto sporco, concedendo poco all’estetica e molto alla praticità. Ieri Quagliarella era visibilmente scarico (e ha comunque colpito un palo), Gabbiadini al debutto da titolare è stato penalizzato dalla pessima prestazione generale, i subentrati Defrel, Ramirez e Sau non hanno inciso. Giampaolo nel corso della gara ha proposto anche il 4-3-3 e il 4-2-3-1, ma non è cambiato nulla perché la manovra era lenta, non trovava sbocchi e le punte erano marcate in modo asfissiante.

INTENSITÀ Ed è qui che le colpe della Sampdoria si fondono con i meriti del Frosinone. La squadra di Baroni è stata bravissima a chiudersi senza concedere nulla: marcature preventive, raddoppi costanti, linee di passaggio coperte. Il gol di Ciofani racconta la differente determinazione delle due formazioni: alla fase finale dell’azione hanno partecipato un esterno (cross di Beghetto), un centrocampista (prolungamento di testa di Chibsah), un difensore (contro-cross di Goldaniga) e un attaccante (piattone in rete di Ciofani), mentre sette blucerchiati assistevano alla scena dalla loro privilegiata posizione in area di rigore. Un po’ di fortuna i ciociari l’hanno avuta, ma dopo la seconda vittoria esterna consecutiva sono in corsa per la salvezza. Dovranno imparare a vincere in casa e mostrare sempre la stessa intensità e attenzione di ieri, ma per loro è iniziato un altro campionato.

Fonte: La Gazzetta dello Sport

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Redazione

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