Prendiamo per buono il giochino dialettico di Marco Giampaolo («sul mercato di gennaio puoi rinforzarti soltanto se arriva uno fra Messi, Pjanic e Koulibaly»), ma il ritorno di Manolo Gabbiadini alla Samp è la classica eccezione che conferma la regola. Lo dicono innanzitutto i numeri, visto che l’ex Southampton,rientrato in Italia alla fine della pausa natalizia della serie A, ha giocato due spezzoni delle partite contro Fiorentina e Udinese (trentotto minuti in tutto, recuperi compresi, equamente divisi), ma sabato sera si è ripresentato al pubblico della gradinata sud del Ferraris piazzando il colpo del 4 a 0. Su assist di Quagliarella, ma questo oggigiorno è un dato quasi scontato. Lasciando così intendere che persino un allenatore attento agli equilibri tattici e dello spogliatoio come Giampaolo potrebbe presto riconsiderare la questione e dare più spazio al bergamasco già a partire dalle prossime partite.
AMBIENTAMENTO Gabbiadini, infatti, ha stupito tutti per i tempi rapidi del suo ambientamento genovese. È vero che dall’Inghilterra aveva seguito spesso le partite della Samp in tv, forse sognando un ritorno a… casa già accarezzato nella stagione passata, ma l’impressione è che il bergamasco si sia calato alla perfezione nella macchina blucerchiata. Non era facile, e di questo gliene va dato merito: uno dei punti di forza delle squadre di Giampaolo sta proprio nel perfetto sincronismo fra reparti e pure fra i singoli giocatori. Riuscire a entrarvi in questo modo alla ventesima giornata è segno di grande maturità, ma pure di una voglia matta di riconquistarsi un posto da protagonista, dopo che gli ultimi mesi in Premier erano stati quasi da dimenticare. Manolo possiede — non da oggi — l’istinto del bomber, e questa caratteristica lo ha sicuramente aiutato a cogliere l’attimo, capitalizzando al massimo le prime due occasioni che gli ha regalato Giampaolo.
ROTAZIONE Adesso è solo una questione di tempo per acquisire un minutaggio sempre maggiore. Prima del suo ritorno a Genova, e dell’infortunio di Caprari, al fianco dell’insostituibile Quagliarella si erano alternati proprio Defrel e lo sfortunato Caprari (tornerà a fine marzo), con Kownacki in alternativa. Numericamente, considerando che Giampaolo chiede a priori quattro attaccanti in organico, l’arrivo del bergamasco ha colmato una casella rimasta senza padrone.
Fonte: La Gazzetta dello Sport
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