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Gazzetta dello Sport – Quagliarella torna in Nazionale: ora può dimenticare quel lungo pianto in Sudafrica

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A terra, la faccia tra le mani per nascondere le lacrime, le forze improvvisamente venute meno, tanto che Cannavaro fatica a rimetterlo in piedi e deve trascinarlo di peso verso gli spogliatoi. Piange disperato Quagliarella e davanti alla tv piange l’Italia. Johannesburg, 23 giugno 2010, terza partita del gruppo mondiale e ultima del torneo: è la notte dell’eliminazione. La Slovacchia ci ha sconfitti 3­2, rientro e dimissioni di Lippi. Non l’ultimo psicodramma azzurro.

MERAVIGLIA Quagliarella non di dà pace: ha giocato la partita più bella, segnato un gol memorabile, se n’è visto annullare un altro per fuorigioco millimetrico, ma non è servito a niente. Tutti irriconoscibili tranne Pirlo, entrato nel finale, e lui che debutta nel secondo tempo e fa impazzire gli slovacchi. Quel gol da fuori, alla Quagliarella, un pallonetto da fermo, arriva però al 92’: tardi per immaginare un recupero.

L’ULTIMA È finita. E anche la sua avventura azzurra sembra scolorire piano piano. Il 17 novembre di quel lontano 2010 mette piede in campo per l’ultima volta: amichevole Romania-Italia 1­-1 a Klagenfurt, in Austria. Quella sera Quagliarella gioca nella Juve, non ha ancora compiuto 28 anni e siede in panchina accanto a Prandelli. Al 16’ della ripresa subentra, guarda che coincidenza, a Balotelli, e una ventina di minuti dopo, sul suo colpo di testa deviato da Marica, gli azzurri recuperano l’1-­1. Decisivo, come spesso gli capita.

CINQUE GOL Da allora sono trascorsi più di otto anni senza sudare in partita per l’Italia: solo quattro convocazioni nel ciclo Conte (mai in campo però: solo panchina, contro Olanda, Azerbaigian e due volte Norvegia). In mezzo, la delusione brasiliana e l’apocalisse russa. In totale, 25 presenze e 6 gol. Adesso, a 36 anni, quando di solito ci si ritira, o al massimo si organizza la gara d’addio, ecco lo stage che prelude alla possibile chiamata a marzo.

DEBUTTI? Il debutto azzurro di Quagliarella risale al 28 marzo 2007, con Donadoni c.t., Italia-­Scozia 2­0 a Bari, qualificazioni a Euro 2008. L’appuntamento è per il 23 marzo 2019, Mancini c.t., Italia-­Finlandia a Udine, qualificazioni a Euro 2020. Appena dodici anni dopo, cosa volete che siano.

Fonte: La Gazzetta dello Sport

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Redazione

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