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Serie A, il punto sulla 37a giornata

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Cucu 7te; è sette la parola chiave di questo weekend che ha visto disputarsi la 37esima e penultima giornata della nostra massima serie. Parola chiave perché è arrivato, anche grazie a sua maestà l’aritmetica (giudice ultimo di ogni sorte di classifica), il settimo scudetto consecutivo della Juventus, record assoluto per il nostro campionato, ed entrato anche nel libro dei record per quanto riguarda il confronto con altri campionati come quello greco e scozzese dove a fare imprese simili sono stati Olympiakos e Celtic.

Degli ultimi trionfi questo è stato sicuramente quello più sofferto e combattuto fino al termine o quasi. Ma il numero 7 ci ricorda anche il numero dei giorni che ci separano dal termine di questa entusiasmante stagione ricca di colpi di scena e di novità e cambiamenti; ultimamente non eravamo più abituati ad avere vari fronti così aperti e combattuti, dallo scudetto assegnato, alla lotta salvezza ,passando per gli scontri validi per le coppe ancora da assegnare.

Saranno proprio questi due ultimi fronti che terranno vivo l’interesse anche nella 38esima giornata ,visto che come ampiamente detto il tricolore è stato assegnato anche grazie a 2 match che a livello di campo hanno avuto ben poco da dire; soprattutto lo 0-0 vacanziero dell’Olimpico tra Roma (già sicura di un posto Champions) e Juventus, qualche nota in più nella sfida tra Sampdoria e Napoli terminata 0-2 per i partenopei volenterosi di mollare il colpo da vincenti e blucerchiati ormai matematicamente esclusi da ogni ambizione Europea.

Detto del successo sul Genoa con cui il Benevento saluta il suo pubblico in serie A. Sicuramente le partite con più pathos e vigoria sono state quelle che hanno visto coinvolte le squadre in lotta per non retrocedere. A farla da padrona sono state ben tre vittorie esterne quella dell’Udinese a Verona, del Chievo a Bologna e infine, la più sorprendente del Cagliari a Firenze. Per certi versi molto simili le prime due con gli ospiti che avevano molto ancora da chiedere al campionato a differenza dei padroni di casa; Verona che ormai retrocesso viene battuto col minimo sforzo e Bologna ormai salvo che per un tempo vende cara la pelle col gol di Verdi prima di essere ribaltato dalla prodezze di Giaccherinho e Inglese. Per risollevare, invece le sorti di un’isola intera (la Sardegna) ci pensa il solito Pavoletti con la specialità della casa, il colpo di testa. Risultato a sorpresa come detto sia per la diversa caratura delle squadre ma anche perché la Fiorentina si giocava una grande fetta di Europa, favorita dal calendario di questo turno. Ma come più volte è stato dimostrato, nel calcio e soprattutto in quello italiano mai dare nulla per scontato.
Grazie a questi tre successi, veronesi, friulani e cagliaritani si tirano fuori (momentaneamente) dalle sabbie mobili, rispettivamente a 37 punti (sia per Chievo che Udinese) e 36, lasciandosi alle spalle con 35 la coppia di deluse di giornata Spal e Crotone. A dir la verità per i calabresi il risultato è oggettivamente buono (2-2 casalingo con la Lazio) ma se confrontato con i risultati sugli altri campi e con il calendario dell’ultimo impegno, lascia molto amaro in bocca e sensazioni negative per la salvezza. A maggior ragione che, con arrivo a pari punti con gli spallini sarebbero questi ultimi a prevalere grazie agli scontri diretti. Spal che dal canto suo non sfrutta il primo match point in casa del Torino, passata in vantaggio grazie a Grassi si fa rimontare dal cuore granata impersonificato da Belotti e De Silvestri.

Ultimo turno da brividi con Napoli-Crotone, Spal-Sampdoria, Cagliari-Atalanta, Chievo-Benevento e Udinese-Bologna, dalla combinazione dei risultati di queste partite scaturirà la terza squadra retrocessa.

Se l’ultimo turno è elettrizzante in coda cosa dire per quanto riguarda la lotta per il quarto posto? Gli scherzi del calendario (ma anche di Sassuolo e Crotone) ci regalano addirittura uno scontro diretto tra Lazio (72) e Inter (69); romani che sprecano un autentico match point non approfittando del clamoroso scivolone interno degli uomini di Spalletti contro il Sassuolo. Va detto che a fine stagione a Crotone non è mai una passeggiata e il campo lo ha dimostrato. Chi invece la passeggiata pensava di farla sul serio era l’Inter, che di fronte ad una cornice festante si scioglie sotto i colpi di Politano e Berardi e le parate di Consigli, a nulla vale il secondo gol stagionale di Rafinha.
Domenica sera scontro finale per decretare la quarta qualificata ai gironi di Champions e allo stesso tempo la prima ad aggiudicarsi un posto in Europa League, quasi inferno e paradiso.

Stesso passaggio che hanno vissuto per l’ennesima volta in stagione i tifosi milanisti che hanno visto la loro squadra raggiunta al 92esimo dall’Atalanta sull 1-1. Fino a quel momento rossoneri aritmeticamente sesti e qualificati direttamente ai gironi della seconda competizione europea a discapito proprio dei bergamaschi relegati al tanto agognato settimo posto (ricordiamo che vale per l’accesso al primo dei tre turni preliminari dell’Europa League).
E invece il pareggio in extremis non cambia le posizioni bensì gli equilibri in vista dell’ultima giornata, dove il Milan avrà tutto da perdere in casa con la Fiorentina e l’Atalanta tutto da guadagnare a Cagliari. Un fattore importante lo giocheranno le motivazioni ma soprattutto le notizie dagli altri campi vista la contemporaneità alle ore 18 di tutti questi match, inclusi quelli per la lotta salvezza. Insomma un aperitivo bello tosto domenica 20.

Davide Tranchida

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Corrado Franco

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